Ferrari Formula 1, nel segno della continuità.

“La vittoria più importante è quella che devo ancora conseguire”.

Parole di un mito assoluto dell’automobile, Enzo Ferrari: inizia così il video della presentazione on line della nuova monoposto della Scuderia Ferrari, benvenuta SF-24.  Una presentazione che rompe le righe con quella dello scorso anno che tanto ci aveva fatto appassionare, ma che ci aveva caricato forse di un entusiasmo eccessivo per la stagione 2023: speranze e voglia di primeggiare ce n’erano, ma tutti sappiamo poi com’è andata.

Codice progetto Ferrari 676, nata sotto la gestione tecnica di Enrico Cardile, è la prima rossa realizzata sotto la guida sportiva di Frederic Vasseur; a prima vista, sempre che la vettura non porti novità già in Bahrain nei test, non ci sono cose “innovative” ma affinamenti, migliorie, del concept della SF-23.

Dopo un anno passato a raccogliere informazioni in pista, Ferrari è sicura di aver trovato i punti critici del progetto ed ha rivisto e corretto i suoi punti chiave, tanto che Vasseur la decreta nuova al 95%.

Dal punto di vista cromatico troviamo una livrea con dedica alla Hypercar del Cavallino ed alla 24h di Le Mans vinta lo scorso anno, un doveroso riconoscimento con tratti in bianco e in giallo che si interfacciano con il giallo Modena, che è anche lo sfondo dello stemma del Cavallino Rampante.

Il regolamento congelato sullo sviluppo della Power Unit ci dona forse la versione più potente dei V6 presenti in pista, lo 066/12.

Il telaio è stato completamente ridisegnato, risulta essere più lungo di qualche centimetro; questo perché si è cercato di arretrare la posizione del gruppo PU-cambio-sospensioni, al fine di cercare un miglior equilibrio nelle varie situazioni di gara con serbatoio di carburante più o meno carico.

Nella parte anteriore possiamo notare il muso che sembra più corto rispetto alla SF-23, che scende verso l’ala anteriore posandosi sul secondo elemento. Quest’ultima è anch’egli di nuovo profilo, con una spinta molto pronunciata, cercando un chiaro effetto out-wash.

All’avantreno troviamo un archetipo che mantiene lo schema push-rod, ma il disegno della sospensione è completamente rivisto: gli attacchi dei bracci al telaio sono molto più inclinati verso l’abitacolo, questo per avere un chiaro effetto anti-dive, ma non dimentichiamo che questi bracci carenati svolgono anche una funzione aerodinamica, convogliando l’aria verso le bocche di ingresso dei condotti Venturi.

La zona dell’abitacolo rimane con un layout simile a quello dello scorso anno, mentre è stata rivista la zona sulla testa del pilota, l’airbox è infatti più piccolo rispetto alle altre vetture sinora presentate, questo potrebbe permettere un’efficienza maggiore per l’aerodinamica al retrotreno.  L’attacco dell’Halo all’abitacolo presenta un canale convergente di aria che alimenta la parte superiore della carrozzeria e il retrotreno.

 

La zona delle pance è di chiara ispirazione RedBull, scendono verso il retrotreno incurvate verso l’interno; rivisti i cosiddetti vassoi che portano aria che serve al raffreddamento dei componenti.  Con il nuovo telaio è stato possibile portare molto in basso il cono anti intrusione e quindi si è creata la giusta possibilità di creare un sottosquadro con uno scasso pronunciato:  tutto questo ha comportato di conseguenza la rivisitazione di tutta la fluidodinamica interna.

 

Al posteriore troviamo uno schema pull-rod, ma adottando uno schema multilink, con i bracci inferiori a carenare i semiassi.

Sulla rossa di Maranello appaiono per la prima volta i “bazooka” che hanno lo scopo di evacuare aria calda, soluzione di chiara ispirazione Mercedes che ha trovato la giusta applicazione anche sulla SF-24.

Ad oggi è ovviamente difficile esprimere pronostici, impossibile aspettarsi di lottare per il Mondiale, ma siccome queste vetture credo che cambieranno poco in vista del 2025, quando si dovrà pensare al nuovo regolamentodella stagione successiva, mi auguro che Ferrari stia mettendo in pista una monoposto che è nata bene e che possa rappresentare una buona base di sviluppo per il presente e l’immediato futuro.

Staremo a vedere.

Scritto da Alessandro Rossi

Foto: Scuderia Ferrari

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