Sulle Ardenne una 6 Ore Spa…ziale tra sorpassi e botti!

Hertz Team JOTA conquista la 6 Ore di Spa ottenendo così la sua prima vittoria nel WEC ed il primo successo per una vettura privata nell’era Hypercar.  In LMGT3 doppietta Porsche con la #91 che ha chiuso davanti alla #92.  Una gara controversa per la gestione particolare della bandiera rossa, con il tempo di gara perso che è stato poi recuperato.

Tra le Ardenne un’altra giornata storica per la casa di Stoccarda: dopo il primo trionfo nel WEC in Qatar con l’equipaggio della #6, sabato scorso è arrivata la seconda vittoria WEC per la 963 e la prima storica vittoria per un prototipo cliente nell’era Hypercar.

Hertz Team JOTA ha conquistato il gradino più alto sul podio con Callum Ilott e Will Stevens in una gara che a mani basse si è rivelata essere una se non la migliore della stagione: duelli, lotte, sorpassi, strategie, ormai una costante di un Mondiale Endurance spettacolare, combattuto, con tanti protagonisti che si sta pappando la F1 e non solo…

Tutto favorito sicuramente dall’ottimale meteo sereno che ci ha potuto regalare una gara lunga 7 ore e 40 minuti a causa della bandiera rossa provocata dall’incidente della Cadillac #2 sul rettilineo del Kemmel.

Questo è stato sicuramente l’evento che ha cambiato la gara; superate le 4 ore, Earl Bamber alla guida del prototipo americano era in una lotta con la Porsche #99 di Proton per il terzo posto assoluto, quando è andato a colpire duramente contro le barriere dopo aver toccato la BMW M4 GT3 di Sean Gelael nel tentativo di sorpasso e doppiaggio.

Il contatto ha portato Bamber a prendere il volo, rischiando di innescare una carambola che sarebbe diventata estremamente pericolosa non solo per il pilota ma anche per gli spettatori lungo il tracciato.

Per fortuna sia la Cadillac e che la BMW molto danneggiate si sono rapidamente arrestate e sia Bamber e che Gelael sono usciti illesi dopo l’incidente.  La colpa è ricaduta sul pilota Cadillac che dovrà scontare 5 posizioni di penalità in griglia alla prossima gara.

È stato un grande colpo per la Cadillac: dopo qualche difficoltà in partenza nella gestione delle gomme, superata metà gara erano riusciti a ritrovare velocità e performance ed erano fermamente in lizza per un piazzamento, addirittura a podio.

È stata una strana prima parte di stagione per la marca di Detroit: escludendo Imola, sia in Qatar che a Spa la V-Series.R ha dimostrato di essere veloce ed avere le capacità per lottare per le posizioni di rilievo.

Di nuovo, quello che sembra mancare è la poca attenzione e le scarse risorse del costruttore del gruppo General Motors dedicate al campionato WEC.  Vedremo se in futuro cambierà qualcosa.

Dopo quasi due ore di pulizia del tracciato, verifica e riparazioni alle barriere, la direzione gara ha deciso che c’erano le possibilità logistiche e di luce per riprendere e recuperare il tempo perso durante la bandiera rossa.

La FIA stessa ha motivato a fine corsa questa sua decisione, spiegando che la durata della 6 Ore non è stata estesa ma che si è deciso di recuperare solamente il periodo di un’ora e 44 minuti persi, necessari al ripristino della sicurezza della pista.

Una soluzione che è stata vista come la migliore per consentire il rispetto della competizione sportiva tra tutti i concorrenti e crediamo anche permettere al pubblico che ha preso d’assalto i saliscendi belgi di godere appieno come logico quanto speso.  Molte squadre avevano impostato una strategia per una gara di 6 ore, e far terminare la medesima anticipatamente non sarebbe stato corretto.

Oltre a ciò, gli unici a guadagnarci sono stati lo spettacolo in pista e gli spettatori sulle tribune, oltre 88mila durante il weekend.

La bandiera rossa è stata esposta quando Ferrari si trovava in prima e seconda posizione, con la #51 davanti alla #50, e quando gran parte della griglia Hypercar doveva ancora effettuare il penultimo pit stop.

Le uniche vetture che erano riuscite ad anticipare la sosta ai box prima dell’interruzione della corsa sono state le Porsche #12 di JOTA e #6 di Penske e la Alpine #36.

Al restart Callum Ilott e Kevin Estre si sono ritrovati così in testa alla contesa con un minuto circa di vantaggio sui rivali, trasformando così la gara in un duello a due tra i piloti Porsche.

Ilott è riuscito lo stesso a mantenere il distacco da Estre e ha tagliato il traguardo con 12 secondi di vantaggio sulla Porsche #6 che ha chiuso in seconda posizione.

La Ferrari 499P #50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, punita dopo le Qualifiche per essere stata trovata sottopeso alle verifiche tecniche, ha ottenuto l’ultimo posto sul podio dopo una grandissima gara in rimonta dal fondo del griglia.  Si è trattato anche del primo podio nel 2024 per il Cavallino.

L’auto gemella #51, ha chiuso invece in quarta posizione; come occorso ad Imola, in gara le Ferrari 499P hanno avuto il ritmo e la consistenza per poter vincere ma non sono riuscite a farlo.

Per sfortuna o demeriti, in ogni caso le vetture di Maranello si presenteranno a Le Mans come favorite assieme alle Porsche, pronte a difendere il successo dello scorso anno.

La Porsche #99 di Proton Competition ha completato la Top Five dopo una prestazione sorprendente della squadra tedesca.  In particolare, bisogna sottolineare la grande guida di Julien Andlauer e soprattutto i suoi incredibili sorpassi all’EauRouge-Raidillon sull’Alpine ed entrambe le Toyota.

Lasciando a parte il risultato finale, per molti versi è stata Proton la squadra Porsche che ha maggiormente impressionato e che probabilmente meritava qualcosa in più, ritrovata dopo i primi due Round stagionali.

La coppia nippo di Toyota ha chiuso con un’opaca sesta e settima posizione, con la 499P #83 di AF Corse, ottava.

Ottima la prestazione dei nuovi costruttori, con Alpine che ha concluso in P9 ma che si è mostrata molto vicina ai costruttori di testa.  Discrete prestazioni anche per Peugeot (P10 con la #93) e BMW, ancora lontane tuttavia dalle lotte per il vertice, ma si sa che in questi casi è solo questione di tempo.

In classe LMGT3 il sorpasso per la vittoria è arrivato proprio all’ultima tornata, quando la Porsche Manthey #91 di Richard Lietz è passata davanti alla vettura sorella #92 di Klaus Bachler in staccata a Les Combes, assicurando così una doppietta di classe alla marca di Stoccarda ed il domino nel sabato di Spa.

L’equipaggio della #91 è riuscito così a firmare il primo successo in stagione dopo che nelle prime due gare aveva concluso fuori dai punti ed in estrema difficoltà, in P15 e P16.

Dall’altra parte la #92 è invece al momento l’unica vettura ad essere finita a podio in tutte e tre le gare del Mondiale 2024, guidando ora la classifica punti.

Terza posizione in LMGT3 per la Lamborghini #60 di Iron Lynx, che è stata costretta ad un passaggio ai box in extremis per imbarcare quel poco carburante che serviva a chiudere la contesa.

Adesso ci aspetta la mitica 24 Ore di Le Mans, ed i presupposti per assistere a qualcosa di epico ci sono tutti.  Se lo scorso anno la 24H del Centenario è stata una della migliori degli ultimi anni, è probabile aspettarsi quest’anno una gara ancora più emozionate e molto interessante: Porsche, Ferrari, Toyota saranno tutte lì a giocarsela per la vittoria, facendo però attenzione anche alle possibili sorprese di Cadillac, Peugeot ed Alpine.

Ed alle tante variabili che i 13 ,7 km della Sarthe riserveranno ai tanti protagonisti ed alle loro macchine pronti a battagliare nella Classica delle classiche del motoracing.

Scritto da Leonardo Sofia

 Foto: AlessandroSala

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

You cannot copy content of this page