Grande attesa per l’es0rdio di Aston Martin Racing sarà presente al via della stagione 2025 del FIAWEC con due Valkyrie, derivate dalla produzione stradale ma soprattutto dal geniale progetto di Adrian Newey, da aprile operativo per la marca britannica in F1.

I 2 prototipi, la #007 e la #009 nel Mondiale Endurance saranno portate in pista dalle due terne di piloti ufficiali Tom Gamble, Ross Gunn, Harry Ticknell e Roman de Angelis, Alex Riberas, Marco Sorensen.
Gli equipaggi previsti per le gare di 6 ore sono di soli due drivers, con i terzi che si aggiungeranno per le prove più lunghe.

Dal punto di vista tecnico, la Valkyrie LMH presenta più modifiche di quelle attese rispetto alla versione stradale, partendo ad esempio dal motore.
La versione da competizione, a differenza di quella di serie non monta il motore elettrico, ma bensì ne utilizzerà uno solamente come motore di avviamento, utile nelle ripartenze dalle soste ai box.

Adam Carter, Head of Endurance Motorsport di Aston Martin, ha motivato così la decisione di abbandonare il motore elettrico sull’asse posteriore: “L’aggiunta di una componente hybrid avrebbe incrementato la complessità del programma ed il peso della vettura, due fattori non di certo trascurabili. Poi, se si guarda al modello stradale della Valkyrie, si vede come la parte ibrida sia al posteriore, il che per regolamento ci avrebbe vincolati ad un cambiamento a livello del telaio e della monoscocca, per non parlare poi del sistema di raffreddamento che avrebbe necessitato l’ibrido.”

Il peso è e sarà sicuramente uno degli argomenti principali della stagione, vista la sua influenza sulle prestazioni. Il BoP verosimilmente agirà in maniera abbastanza “pesante” sulla vettura inglese, essendo debuttante nel Mondiale, come anche fatto con Peugeot in occasione della passata 6 Ore di Imola, quando aveva introdotto la versione Evo.
Sono state svolte molte sessioni di test in tracciati sparsi per l’Europa e non solo, tra Vallelunga, Jerez, Donnington, Sebring, Qatar, Bahrain e Daytona. In totale i chilometri percorsi dovrebbero avvicinarsi ai 15000, in modo da scongiurare il più possibile problematiche tecniche che andrebbero ad influenzare il debutto della vettura.

I problemi di affidabilità comunque aleggeranno come un fantasma per i tecnici inglesi, vista poi la lunghezza della gara in cui debutteranno, seconda solo alla 24 Ore di Le Mans. Fino ad ora in Aston Martin si sono detti molto fiduciosi sulla questione, lodando i progressi della verdona.
Anche dal punto di vista aerodinamico la macchina presenta molte differenze con la Valkyrie AMR Pro, la versione stradale più vicina alla LMH.
Quelle più evidenti ad occhio nudo sono sicuramente i flap presenti sul secondo profilo dell’ala posteriore, uno centrale escludendo quello di supporto ed il proseguimento dellashark finda entrambe le parti.

Ad essere stato rivisto è anche losplitteranteriore, che ora giunge fino alla lunghezza della carrozzeria anteriore. Il vero segreto per estrarre più prestazione possibile nel WEC dalla vettura non è come in Formula 1, in cui cerchi di estrarre più deportanza possibile dal fondo/appendici aerodinamiche, ma è quello di avere il rapporto downforce-resistenza all’avanzamento migliore.
A causa del regolamento i costruttori sono vincolati a raggiungere predefiniti livelli di deportanza, modificabile durante la stagione solamente tramite un elemento a scelta tra splitter anteriore, fondo, ala posteriore, appendici, eccetera.

La chiave quindi sta nel cercare di avvicinarsi il più possibile al limite di downforce epsrimibile dal prototipo, senza oltrepassarlo.
Dal punto di vista sportivo, il progetto Valkyrie LMH rappresenta sicuramente una bella sfida per Aston Martin, vista la competitività del Campionato e la normale “inesperienza” che tecnici e piloti affronteranno nelle prime gare della stagione.

L’abbinamento con Heart of Racing fa trasparire il rispetto che la casa inglese nutre nei confronti della sperimentata squadra americana, da anni abbinata ad Aston Martin nel mondo della Resistenza.
La scelta di entrare a far parte del Mondiale con un progetto LMH è stato “obbligato” dalla presenza di una base solida quale è la Valkyrie AMR Pro, anche se con caratteristiche non consentite dal regolamento, come le sospensioni attive o il motore elettrico sull’asse posteriore.

Per ora non si hanno riferimenti cronometrici, ma è verosimile la possibilità di vedere la casa inglese in lotta con la coda del gruppo, quindi Peugeot e Cadillac impastoiate nelle retrovie lo scorso anno.
Ma è il 2025, poche ore al Prologo in terra qatariota, e ci aspettiamo di assistere a molti cambiamenti, soprattutto nelle forze in pista, che tanto dipenderanno al solito dal BoP, che verrà ufficializzato a breve dagli organizzatori FIA e ACO.
Scritto daAlessio Garofoli
Foto:©AstonMartin – ©MarshallPruett

