ANALISI DAY 1:
La prima giornata del Mondiale Endurance Test Qatar è terminata con una doppietta Cadillac portate in pista da Jota Sport, nuova squadra ufficiale del costruttore americano. Il tempo più veloce fatto segnare la scorsa stagione è stato di 1:39.154 nella sessione di qualificazione all’Hyperpole, dove il crono si è alzato a 1:39.347, registrato sempre dalla medesima vettura, la Porsche 963 #5 di Matt Campbell.

Le due V-Series.R hanno effettuato il giro veloce rispettivamente a 1:39.575 e a 1:39.788, con la #12 leggermente più rapida della #38. A scendere sotto il “40 sono state anche la Ferrari AF Corse #50 e la Porsche Penske #5, rispettivamente con 1:39.801 e 1:39.873.
Nonostante i tempi della seconda sessione del Prologo siano particolarmente poco indicativi, sono comunque molto veloci, il che fa presagire una Qualifica rapidissima giovedì.

Completano le prime dieci posizioni la 499P privata di AF Corse, l’altra Ferrari ufficiale #51, la Porsche Penske #6, la Toyota #7 e le due Peugeot #93 e #94. Se i tempi sul giro secco sono poco indicativi, andiamo ad analizzare quelli del passo gara, sempre molto interessante nelle sessioni di test.

Prendendoli sempre con le giuste precauzioni, come le incognite su gomme, pneumatici, mappature motore ed approccio dei piloti, si può dire che ad aver sorpreso sono state le tre Ferrari 499P, ognuna in una maniera diversa dell’altra; restando sulla seconda sessione, la più indicativa delle due, la #50 e la #51 hanno svolto un programma simile, andando nella prima parte a provare il passo gara con un approccio se vogliamo più cauto, per poi spingere tirando fuori dei tempi molto buoni ed interessanti.
La prima serie di stint è stata piuttosto travagliata per le hypercars italiane, verosimilente con dei test in corso a livello di bilanciamento e di assetto. Inoltre sembra che il traffico abbia giocato un ruolo fondamentale nella risoluzione dei tempi sul giro, facendoli alzare di molto qualora le vetture più lente si trovassero in zone della pista scomode; nella seconda parte, i crono sono stati molto buoni, con passaggi ripetuti tra l’1:41 alto e l’1:42 basso.

Ha sorpreso anche un passaggio della #83, effettuato in 1:40 a fine sessione, il che dimostra il potenziale della 499P.
Anche Toyota ha mostrato delle prestazioni molto convincenti, puntando sulla costanza di rendimento della GR010 Hybrid. Il prototipo giapponese a metà sessione girava comodamente sull’1:43, per poi scendere in certe occasioni a 1:42 o salire a 1:44, comunque non male. In TGR sono consapevoli della validità della vettura, capace tramite l’elevato indice di downforce generato di gestire gli svantaggi causati dal BoP, probabilmente la vera chiave di lettura per i loro successi.
Nonostante la macchina si presenti come una delle più pesanti la velocità c’è, con le due nippo #7 e #8 che hanno superato le 100 tornate nella seconda sessione del Day 1. Apparentemente in sottotono Porsche, che con la #6 ha accusato problemi a livello del propulsore, sostituuito poi dai tecnici del Team Penske, mentre la #5 si è fermata a circa +0.8 dalla testa della classifica. Sicuramente i tempi del Prologo sono poco indicativi, ma ci danno un assaggio di quello che potremo vedere nei prossimi giorni.

Interessanti anche le parole di Nakajima, membro del gruppo Toyota Gazoo Racing, che non crede più nella formazione di due gruppi prestazionali nella classe regina, con tutti i costruttori che a suo dire, saranno molto vicini e la differenza starà nei dettagli. Probabilmente sarà vero, visti anche i tempi fatti segnare dalle due Cadillac di Jota Sport, con la #12 che ha preceduto la #38 in 1:39.575, non lontano dalla Pole Position di Matt Campbell 2024.
La V-Series.R viene da una stagione mediocre, priva dei risultati sperati, e da un inizio di 2025 non ottimale con la nuova partnership USA con Wayne Taylor Racing. Il Joker speso sull’elettronica dovrà aiutare molto i tecnici americani, che vorranno una stagione da protagonisti.

Più indietro Alpine e BMW, con dei passaggi interessanti soprattutto nella sessione del primo pomeriggio, ma comunque non con un’ottimale costanza. Proprio questi due costruttori sono chiamati ad un ulteriore step quest’anno, dopo le prestazioni convincenti di fine 2024.

Nonostante ciò saranno probabilmente della partita assieme al trio di testa: non bisogna però dimenticarsi di Peugeot; il marchio francese ha speso quest’inverno un Joker per le sospensioni, zona di grande interesse su queste Hypercars.

Il marchio di Stellantis ha svolto anche delle sessioni di test a gennaio sulla pista di Lusail, provando per la prima volta in Qatar la 9X8 Evo, dotata di ala posteriore, visto che lo scorso anno aveva debutatto alla 6 Ore di Imola.
La vettura transalpina preserva un buon peso abbinato ad un’ottima potenza sia nella V1 che nella V2; la #93 e la #94 hanno effettuato molti passaggi, confermando come sull’affidabilità ci siano stati apparentemente passi in avanti, per scongiurare episodi visti proprio alla passata edizione della 1812 Km del Qatar.

In casa Aston Martin sembra filare tutto liscio per quanto riguarda l’affidabilità, con entrambe le 12 cilindri distanti all’incirca 3 secondi dalla vetta, situazione ovviamente comprensibile: far debuttare una vettura nel WEC quest’anno è più complicato del previsto, considerando anche che la Valkyrie non è dotata del sistema ibrido.

ANALISI DAY 2:
Il secondo giorno del Prologo della stagione 2025 del FIA WEC conferma gran parte delle cose viste nella giornata precedente, andando a sottolineare la forza di una vettura sul gruppo di inseguitori, in entrambe le classi.
Nelle prime 3 ore ha primeggiato la Porsche #6 Campione in carica, con un crono di 1:40.420, lontano tuttavia dalle migliori prestazioni della seconda sessione, il che rende molto complicato poter decifrare le prestazioni del prototipo teutonico.

Situazione simile tra le LMGT3, dove la Corvette di TF Sport #33 ha preceduto la Ferrari 296 GT3 #54, arrivando a fermare il cronometro sull’1:55.200.

Passiamo ad analizzare ora la quarta ed ultima sessione di queste prove pre-stagionali, che precedono le prime libere del 2025 in calendario mercoledì: a comandare è stato Robin Frijns sulla BMW M8 Hybrid V8 #20 con un 1:38.971, di gran lunga più veloce della Pole Position di Matt Campbell della passata stagione.

A seguire, sotto il muro dell’1:39.347 troviamo la Cadillac di Jota Sport #38, con un 1:39.116, subito prima della #83 di AF Corse, dell’altra BMW #15 e della gemella Cadillac #12, con un 1:39.296: sono quindi ben 5 le vetture ad aver battuto il record della pista per vetture Hypercar, ma soprattutto sono 3 costruttori a farlo.

Sembra che sul giro secco vedremo un bel gruppone dandosi battaglia, composto verosimilmente da quasi tutte le vetture della classe regina, ma la storia cambierà molto probabilmente in gara, che sarà di quasi 10 ore; le 499P si confermano su ottimi livelli, effettuando tornate pressochè incredibili sul passo gara, girando stabilmente sull’1:42 basso e sull’1:41 medio/alto.
La costanza non è di certo mancata, il che rende le 3 italiane di Maranello in pista tra le possibili protagoniste per la gara di venerdì, BoP permettendo. Infatti, FIA ed ACO molto probabilmente effettueranno dei cambiamenti sui valori del Balance of Performance, e non sarebbe una sorpresa vedere le Ferrari penalizzate in quanto a peso o potenza disponibili.

Le Hypercar del Cavallino si sono dimostrate buone sia in simulazione di Qualifica, relativamente importante ma non da trascurare con una griglia così compatta, che in simulazione passo gara, il che pare dimostrare la bontà del lavoro svolto durante l’inverno dal gruppo di tecnici guidato da Ferdinando Cannizzo e Antonello Coletta, impegnati a trovare nuove filosofie di assetto ed a testare i differenti sets-up al simulatore prima del Mondiale Endurance Test Qatar.
Oltre a Ferrari, per ora in ottima forma, ha stupito, per quanto lo si possa fare nel Prologo, il nuovo binomio Cadillac-Hertz Team Jota: la squadra inglese, come dichiarato dal co-fondatore britannico, ci impiegherà sicuramente un po’ di tempo ad entrare in completa sinergia con il costruttore americano, e solamente allora potremo veramente apprezzare il reale potenziale della vettura.

La #38 e la #12 hanno delle lines-up molto interessanti, il che le pone di diritto tra le papabili protagoniste per la gara di venerdì. Assieme a loro troviamo BMW, che con WRT sembra essere in gran forma, soprattutto sul giro secco; sul passo gara ha mostrato buoni tempi, come Alpine, un passo indietro rispetto a Ferrari. Nonostante ciò potremo vedere qualsiasi scenario nel primo appuntamento iridato, con un bel gruppone composto da quasi tutti i marchi nel Mondiale Endurance Test Qatar.

Porsche ha giocato probabilmente a nascondersi, completando però quasi 120 tornate, sinonimo di come la squadra si sia concentrata, come Toyota, sul passo gara. Anche le vetture giapponesi non si sono troppo scomodate nella simulazione di giro veloce, rimanendo concentrate sull’effettuare degli stint lunghi e costanti.
Peugeot è un po’ l’incognita del momento, con dei buoni giri che, abbinati al podio alla 8 Ore del Bahrain ed alla buona prestazione al Fuji, possono renderle parte della lotta per il podio.

Piccoli problemi in casa Aston Martin con la nuova Valkyrie, che è stata costrettta ad una sosta prolungata ai box; nonostante ciò le tornate completate dalle due verdone si avvicinano solamente alla metà di quelle contabilizzate dalle 963, il che è esplicativo dell’inesperienza del gruppo tecnico.
L’importante per loro ora è procedere senza errori o problemi di affidabilità, che porteranno poi la vettura inglese a crescere molto con il passare delle gare dopo il Mondiale Endurance Test Qatar.

Per quanto concerne il BoP, molto probabilmente assisteremo a variazioni sul tema prima di mercoledì, con verosimilmente le Ferrari 499P a rischio “penalizzazione”.
Tra le LMGT3 è ancora Ferrari a dettare il passo, il che dimostra ancora una volta la bontà del progetto 296: la vettura col motore a 120° vive un momento molto buono a livello di prestazioni, con le due vetture italiane piazzate prima e seconda, a 20 millesimi l’una dall’altra.

Vedremo anche qua il BoP come agirà, anche se le macchine del Cavallino hanno già probabilmente i valori peggiori, assieme ad Aston Martin. Molto bene anche le Corvette di TF Sport, con la #33 che promette di stare là davanti nella classe GT3; Juncadella, Keating e Edgar saranno probabilmente tra i protagonisti venerdì, con la partnership tra il team inglese ed il costruttore americano che è sempre più stretta.

Juncadella ha parlato di come “sinergia ed amalgama stiano ben funzionando”, il che è esplicativo della fiducia che il pilota spagnolo nutre nel programma TF Sport. Anche Lexus è veloce, in quinta piazza con la #78, mentre la Aston Martin di Heart of Racing chiude i test negli scarichi delle Ferrari, distante pochi millesimi dalla #54.
Le McLaren di United Autosport si confermano in Top-10, assieme alla Corvette #81; per ora in sordina BMW e Porsche, che molto probabilmente scopriranno le proprie carte solamente dalle sessioni di prove Libere del Mondiale Endurance Test Qatar.

In fase di apprendistato sono le Mercedes di Iron Lynx, ancora con del lavoro da fare verosimilmente sui sensori di coppia, in IMSA non hanno mostrato alcun problem le AMG GT3 nell’esordio stagionale di Daytona.

Ora non dobbiamo fare altro che aspettare mercoledì per conoscere eventuali variazioni al BoP, sia tra le Hypercar che per le LMGT3.
Scritto daAlessio Garofoli
Foto:©AlessandroSala

