Le tre Ferrari 499P presenti in griglia seminano il panico e firmano una tripletta storica per il gruppo guidato da Antonello Coletta. I 3 prototipi nostrani hanno confermato le sensazioni precedenti, dominando la gara inaugurale del FIA WEC 2025.
La #50 di Molina-Nielsen-Fuoco conquista la prima vittoria per le Ferrari ufficiali al di fuori di Le Mans, con la #83 che giunge seconda e la #51 terza, staccata di pochissimo dalla 499P giallo Modena (vincitrice la passata stagione ad Austin).

Questa prestazione assume molti significati, sia a livello sportivo che a livello tecnico, e va di fatto a confermare i progressi compiuti dai tecnici di Maranello durante l’inverno.
Coletta, a capo del reparto Endurance del Cavallino, il 14 febbraio in occasione della presentazione della nuova livrea delle due Ferrari AF Corse, aveva parlato con enfasi di come a Maranello si fosse lavorato molto al simulatore, sperimentando differenti filosofie di assetto.

L’obiettivo del gruppo tecnico infatti era quello di sbloccare il potenziale della 499P, per ora rivolto alla 24 Ore di Le Mans. Dopo le due vittorie consecutive, però su La Sarthe, il Campionato assume un valore diverso, l’ultimo pezzo del puzzle, per consacrare il progetto vincente, quale è la 499P.

Nell’inverno sono stati apportati degli aggiornamenti, incentrati su affidabilità e prestazioni, ma non tali da necessitare l’utilizzo di un Joker. Il potenziale della vettura era molto alto, come dimostrato nella serata qatariota, con le 2 rosse (e una gialla) davanti a tutti.

A livello sportivo, questo risultato mette di fatto la Ferrari tra i protagonisti della stagione, finalmente finalizzando il potenziale della vettura.
Le gare di Imola o Bahrain dell’anno scorso avevano mostrato una macchina molto buona e molto migliorata nella gestione gomma, e ora, finalmente, il gruppo Ferrari può raccogliere i frutti del duro lavoro svolto.

La pista di Lusail rappresentava un bel test per la 499P, richiedendo un buon livello di carico, bilanciamento ed un’ottima gestione pneumatici, visto che le velocissime curve del secondo/terzo settore mettono molta energia sulle coperture, maggiormente sul lato sinistro.
La possibilità di fare doppi-stint (ovvero mantenere lo stesso set di gomme per 2 pitstop consecutivi) ha sicuramente aiutato, aiutando ad ottenere ottimi intertempi.

Dopo la sosta, inoltre, la #50 e la #51 verso metà gara hanno spinto, firmando dei passaggi in 1:41.5, visti nel Prologo ed irraggiungibili per tutti. Il BoP si è rilevato abbastanza “neutro” se così vogliamo dire, mentre è risultato più a sfavore di Toyota e Porsche, in sottotono durante le ore di gara.
Le 499P si sono dimostrate eccelse sulla pista qatariota, conosciuta per essere terreno di caccia della 963 grazie alle sue curve veloci; la velocità sul dritto è rimasta, rendendo molto difficile il sorpasso per gli avversari.

La rapidità in Qualifica è stata mantenuta, nonostante il lavoro svolto sugli assetti della Hypercar: Coletta aveva insistito molto dell’importanza di mantenere la velocità sul giro secco, con una griglia così folta e ravvicinata.
Il secondo costruttore che troviamo nell’ordine di arrivo è BMW; la M Hybird V8, aggiornata al reparto freni questo inverno, ha mostrato mostra quello che ci si aspettava. Era della partita con Toyota e Cadillac, con quest’ultima vittima di episodi senza un senso logico.

La casa bavarese ha portato in pista delle vetture che hanno mostrato un buon passo, più indietro delle Ferrari sicuramente, ma alla portata dei giapponesi. In Qualifica la vettura si è confermata molto veloce, vedendosi soffiare la Pole Position dalla #51 di Giovinazzi.
I tecnici WRT possono ritenersi soddisfatti, anche se vedersi finire davanti una vettura privata, che quindi non fa punti per il Campionato Costruttori, non è il massimo. Il podio non era utopia, e magari con una gestione migliore delle strategie ci si poteva arrivare; la #15 ha chiuso quarta, ai piedi del podio, e la #20 si è piazzata settima, alle spalle delle due Toyota.

Le due GR010 Hybrid, soprattutto nelle prime fasi di buio, hanno mostrato un buon passo, che poteva impensierire le 499P. Non sappiamo, però, se le vetture di Maranello fossero in gestione, consce della propria superiorità nelle condizioni meno calde, o tiepide visto il clima freschetto di sti giorni.
La #7 e la #8 hanno concluso nella Top 10, in quinta e sesta posizione, facendosi sopravanzare da una BMW: le impressioni della vigilia sono state confermate, con le nere nipponiche un passo indietro rispetto alle Ferrari, come anche previsto da piloti e tecnici delle Hypercar TGR.

Le carenze evidenziate sul giro veloce potrebbero giocare un ruolo fondamentale in futuro qualora le GR010 fossero in grado di giocarsi la vittoria, imponendo così ai tecnici un lavoro da svolgere su come estrarre il massimo potenziale da gomme e macchina.
Il peso molto elevato imposto dal BoP ha obbligato li prototipi Toyota ad una gara in difesa, con l’obiettivo di limitare i danni, in un Mondiale che vedrà molti mescolamenti dei valori sull’asfalto.

Tuttavia da applausi ancora una volta il muretto nipponico: in qualche modo si ritrovano sempre lì davanti, qualità valorizzata dall’esperienza che la squadra può vantare.
In ottava piazza troviamo la Cadillac di Hertz Team Jota, che ha deluso assai le aspettative: a livello di passo gara, la vettura statunitense ha viaggiato assieme al gruppo di BMW e Toyota, mostrando una buona velocità.

Le possibilità c’erano, ma a mancare è stata la sostanza; il tamponamento tra le due V-Series.R ha dell’incredibile, vanificando in gran parte una possibilità che era da cogliere. La squadra britannica può, tuttavia, ritenersi parzialmente soddisfatta.
La macchina si è comportata bene, soprattutto sul giro secco, ed è solo questione di tempo prima che si possano giocare qualcosa di importante. Il BoP tende ancora ampiamente a favore delle vetture americane, il che dimostra come la LMDh fosse più complicata da gestire, con un potenziale difficile da estrarre.

I riferimenti in gara sono parzialmente mancati, per questo ci tocca aspettare la seconda prova di Imola per avere dei riferimenti migliori sul connubio agonistico Jota-Cadillac.
Totalmente assente è stata Porsche; la 963, su un tracciato che doveva aiutarla ad esprimerne il massimo potenziale, è stata invece totalmente assente, con le due Penske ufficiali in decima ed undicesima posizione.

Le prestazioni dell’anno scorso se messe a confronto con quella atttuali sono molto distanti, complice anche la crescita di altri team ed il BoP non di certo favorevole. Il peso eccessivo ha sicuramente avuto il suo effetto sulla vita delle gomme, generando un degrado eccessivo nei curvoni velocissimi dei settori 2 e 3.

Nella giornata di giovedì 27, in occasione delle qualifiche, Kevin Estre aveva dimostrato la propria delusione per la velocità carente nel giro secco, ma si era detto fiducioso in vista delle 10 ore, con i tempi del Prologo che promettevano di poterli inserire negli aspiranti al successo. I tempi, infatti, non erano molto distanti, abbastanza equivalenti a quelli di Cadillac.
Probabilmente non avranno aiutato le condizioni particolarmente fredde, ben differenti da quelle di un anno fa. Fa specie, comunque, vedere come BoP e fattori esterni possono influenzare il comportamento di un prototipo comunque complesso come quelli attualmente impegnati nel Mondiale; inoltre, non si tratta solamente di BoP.

Infatti, se aumenti eccessivamente il peso, vai a modificare il bilanciamento della vettura, e se esso era stato costruito su un particolare range di valori, andando ad aumentarlo di varie unità può portare a degli scompensi che vanno oltre agli effetti primari di tale penalizzazione.
Vedremo a Imola, pista dove la Porsche 963 faticava, visti anche i cordoli alti e gli avvallamenti, messi insieme alle staccate forti del Tamburello o della Rivazza, punti critici la scorsa stagione, componendo così un bel banco di prova. Probabilmente non ha aiutato anche l’approccio conservativo degli organizzatori adottato nel genere il BoP dell’appuntamento qatariota.

Per le vetture che hanno introdotto Joker, come, appunto Porsche, è stato scelto un approccio conservativo, per evitare exploit come quello della 1812 Km 2024. Attendiamo altre piste e condizioni per giudicare le prestazioni della marca tedesca, non delle migliori, per ora.
Peugeot si conferma distante dalle vetture di testa, pur concludendo la gara al nono posto, in Top 10; la 9X8 conferma le lacune viste in passato, con le modifiche alla sospensione che dovranno aiutare tecnici e piloti a salvare un progetto che, fino ad ora, ha solamente deluso.

Anche Alpine, dopo momenti della corsa immersa a centro gruppo, ha concluso fuori dai punti, anonimamente tredicesima e quattordicesima. Le A424 erano attese ai piani alti del WEC, assieme a BMW, ma apparentemente la Hypercar transalpina presenta ancora delle lacune legate al passato, come quelle evidenziate da Lapierre in occasione dei test a Monza di inizio febbraio.
L’aggiornamento al propulsore vuole migliorare in primo luogo l’affidabilità della macchina, ma con degli interventi sulla prestazione pura di essa. Il gruppo tecnico francese è chiamato ad una ripresa immediata, aspettando dei nuovi riferimenti per valutare al meglio le vetture.

Aston Martin stava disputando una buona gara, senza problemi tecnici, prima di dover ritirare la #009 a causa dei problemi che l’hanno obbligata alla conclusione anticipata dell`esordio in categoria.
La #007 ha concluso a 27 giri dal leader, il che dimostra la mole di lavoro che attende i tecnici inglesi. L’importante per loro attualmente è fare molti chilometri, comprendendo al meglio la creatura scaturita dal progetto iniziale del genio di Adrian Newey.

Il Qatar ci ha fornito molti spunti interessanti, ma ovviamente occorre attendere la prossima 6 Ore di Imola, seconda tappa iridata, per esprimere dei giudizi più precisi sulle singole vetture, molto condizionate anche dal BoP.
Nella sempre combattuta quanto ingiustamente “oscurata” classe LMGT3, il successo ha arriso alla Corvette #33 del solito Ben Keating, del solido driver iberico Dani Juncadella e dal promettente britannico Jonny Edgar, che sul filo di lana e dopo un sorpasso nelle ultime tornate hanno preceduto la McLaren #59 di Cottingham, Baud, Saucy; terza la BMW#31 di Shahin, Farfus, Boguslavskiy.

Scritto daAlessio Garofoli
Foto:©Alessandro Sala

