Formula1 ChineseGP conferme cercansi

Formula1 ChineseGP conferme cercansi

Formula1 ChineseGP conferme cercansi  Dopo l’esordio australiano il Circus fa tappa seguita nella terra del Dragone a caccia di conferme, pochi e possibili miglioramenti suprattutto sulle monoposto più necessitate, oltre a dare la stura ai weekend Sprint del 2026.  Pochi giri per provare, nell’affrontare la seconda tappa iridata su una pista assai diversa da quella di Melbourne.

I favori del pronostico arridono a Mercedes con una Ferrari comunque in grado di competere alla pari con Russell ed Antonelli: a Shanghai Casa Maranello porterà in pista la Macarena, ovvero l’ala posteriore che si ribalta nella sua sezione mobile, elemento e scelta che aveva incuriosito tutti nei test del Bahrain.

McLaren e Redbull sono chiamate alla parziale riscossa dopo un avvio iridato tra luci ed ombre, Haas Racing Bulls e la sorpresa Audi cercheranno conferme in Cina, mentre AstonMartin, Williams Alpine e Cadillac sono chiamate a togliersi di dosso kg di troppo, problematiche varie e trovare prestazioni degne di tal nome.

Lo Shanghai International Circuit da 5,451 km di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3 per effetto di 7 frenate al giro per complessivi 16,3 secondi, pari al 18 per cento del tempo totale: 3 frenate sono della categoria Hard, 1 Medium e 3 Low.  Dalle simulazioni effettuate la curva più dura dello Shanghai International Circuit per l’impianto frenante resta la 14 perché essendo preceduta da un rettilineo di 1,2 km consente alle monoposto di raggiungere i 314 km/h prima di affidarsi ai freni. La velocità crolla a 77 km/h in soli 3,51 secondi, durante i quali le monoposto percorrono 158 metri: il carico sul pedale del freno è di 105 kg, la decelerazione di 3,9 g mentre la potenza frenante è di 1.665 kW.

Rispetto al 2025 nel GP Cina è previsto un calo del delta di velocità tra l’inizio e la fine della frenata perché si sono ridotte le top speed. Per le curve più dure, inoltre, si sono allungati i tempi di frenata di circa il 20 per cento perché i piloti di F1 cercano di ottenere una maggiore ricarica delle batterie. A tal fine il carico esercitato sul pedale del freno è minore degli anni passati, così come sono diminuite le decelerazioni a cui sono sottoposti i piloti.

Scritto da Alessandro Sala

Foto: via Hasan Bratic

Infografiche: ©PirelliMotorsport ©BremboMotorsport

You cannot copy content of this page