La F1 fa tappa in Emilia Romagna, l’ImolaGp è stata una gara movimentata con Verstappen che si è imposto in solitaria davanti a McLaren che in questo appuntamento non ha mostrato il passo visto fin dall’inizio della stagione; Ferrari risorge in gara sottolineando ancor di più che c’è qualcosa che non funziona su questa SF25. Mercedes crolla con una prestazione al di sotto delle aspettative, la combo gomme morbide e temperature elevate ha messo in crisi la W16.
Verstappen fa il Verstappen
Pronti partenza via, Verstappen attacca Piastri e va via mostrando un ritmo che con pista libera nessuno è riuscito a tenergli testa, Redbull che in questi tracciati corti dove serve una buonissima velocità media nelle curve “lente” si mostra superiore, aggiornamenti mirati all’aerodinamica stanno ridando fiato ad un monoposto che sembrava spenta, ed invece è ancora lì. La vettura di Milton Keynes nelle mani di Max è ancora quell’arma vincente e quando entra nella finestra operativa corretta fa terra bruciata tra Pole e successo la domenica.

McLaren perde l’occasione per continuare nella striscia positiva di questi ultimi tre Gran Premi, con Piastri che è sembrato in difficoltà sin dai primi giri nel tenere testa a Verstappen, quasi consapevoli a Woking che il pacchetto questo weekend sul passo gara era deficitariosoprattutto in aria sporca; Norris, grazie anche alla chiamata della VSC per il problema alla Haas di Ocon ed il successivo ingresso della SC causa stop in pista per un guasto all’acceleratore di Antonelli su Mercedes, è riuscito a conquistare il 2° gradino del podio.

Ferrari risorge in gara
L’ImolaGp 2025 verrà ricordato soprattutto per ladoppia eliminazione di Ferrari in Q2sabato, una prestazione che ha letteralmente scioccato entrambi i piloti del Cavallino incapaci di portare le gomme soft nella corretta finestra di utilizzo, ma cosa ancora più scioccante è stata la prestazione della esordienti gomme C6 che solo su alcune vetture hanno funzionato fino alla fine del push lap (McLaren, Redbull).

Cambio di faccia in gara, con una Ferrari rinata sin dall’inizio della corsa con Leclerc e Hamilton partiti con due strategie diverse,Charles con Medie, Lewis su Hard: proprio questa scelta diversificata ha messo in luce una duplice forza sul passo gara. Da un lato la strategia di Leclerc era quella di indurre tutti i suoi diretti avversari a copiare la sua opzione fermandosi anticipatamente intorno al giro 10: se Piastri Russell e Sainz hanno imitato questa mossa qualche tornata più tardi, lo stesso non hanno fatto Verstappen e Norris che si sono fermati per cambiare gli pneumatici medi tra il 28° ed il 29° giro, sfruttando la VSC come indicato precedentemente.

Hamilton da parte sua ha sofferto per buona parte della gara dell’impossibilità di superare Antonelli su Mercedes per via del trenino di DRS che si è venuto a formare tra la settima ed undicesima posizione in quel momento. La possibilità di sorpassare il pilota italiano alla sua prima uscita in patria, è arrivata solo dopo il pit stop grazie alla VSC: montando gomma media Lewis ha mostrato subito un ritmo superiore sorpassando Kimi e successivamente Albon.
Proprio questa capacità di entrambi di poter essere aggressivi e vicini agli avversari, ha messo in luce un race pace molto buono che si era intravisto nelle FP2; ovviamente questa prestazione di Ferrari è da prendere con le dovute cautele in quanto non è ancora in linea con i diretti avversari (McLaren in primis) per la lotta iridata.
Probabilmente la sosta con la gomma Hard per tutti sarebbe stata anticipata di circa 7-10 giri, il che avrebbe portato a trovarsi poi con gomma Media sul finale di corsa in condizioni leggermente migliori.
La Safety car ha rimescolato le carte
La SC entrata in pista alla tornata 46 per il ritiro di Antonelli dovuto ad un problema all’acceleratore ha dettato le varie scelte: McLaren non si è fermata con Piastri rimanendo su gomma Hard, mentre Norris ha seguito la scelta fatta da Redbull montando gomma nuova per Max, che tuttavia era usata per Lando.
In Ferrari si è cercato di mettere entrambi i piloti nella condizione di non perdere tempo, Hamilton ha sfruttato l’occasione per rimontare gomma Hard nuova, mentre Leclerc avrebbe optato per le Soft, che tuttavia non sarebbero mai arrivate alla bandiera a scacchi con i giri che mancavano.

Il recupero della W16 di Kimi e le tempistiche per far ripartire la competizione sono state estremamente lunghe, circa 8 tornate, il che ha ridotto di gran lunga le prospettive di chi aveva montato gomma nuova, vedasi Hamilton che avrebbe potuto portare la sua Ferrari sul 3° gradino del podio.
Conclusioni
Maranello che conferma quel passo gara visto venerdì nelle FP2, molto forte, e con il gran rammarico di non aver fatto una Qualifica degna. La nuova mescola portata in pista da Pirelli ha lasciato un pò tutti perplessi, la C6 sembra essere solo una gomma valida per definire la griglia di partenza, forse andrà meglio questo fine settimana a Monaco, sicuramente è azzardato pensare ad un suo utilizzo in gara se non in determinate condizioni.
McLaren è un gran macchina, ma mostra ancora delle criticità soprattutto quando le corse sono complesse e non sono condotte in solitaria ed in aria pulita.
Mercedes esce con le ossa rotte dopo un inizio di stagione positivo, la prima tappa europea ha evidenziato alcune criticità del progetto W16, probabilmente figlie solo di questo weekend e di una comprensione degli aggiornamenti ancora da affinare.
Monaco è dietro la prossima curva
Sul toboga di Montecarlo seconda tappa del trittico che terminerà a Barcellona, ci sarà la novità della doppia sosta obbligatoria per tutti per cercare di rimescolare le carte: vedremo se questo darà una nuova “vita” al classico Gran Premio del Principato.
Scritto daFulvio Vigilante
FotoHasan Bratic

