Spa Francorshamps è un tracciato iconico e porta con sè tanta storia del motoracing, bella ma purtroppo anche triste, la 6HSpa del WEC ha raccontato una gara dominata da Ferrari, e su un tracciato che è definito l’Università della motoracing si laurea con 110 e lode, in entrambe le classi Hypercar e LMGT3.
Altro che gara endurance è stata una Qualifica di 6h
La 6H di Spa è stata ricca di tensione ed adrenalina, l’attività in pista non è mai mancata, ci sono stati fin troppi colpi che hanno messo il sigillo su una corsa che ricorderemo per tanto tempo.
Ferrari è stata protagonista indiscussa della terza tappa iridata e di questo inizio di stagione, vincendo questi primi 3 appuntamenti, ma il resto della compagnia delle Hypercar ha contribuito ad elevare il ritmo e ad esaltarci; complimenti vanno ad Alpine, con la #36 che ha condotto una gara magistrale sin dal via grazie ad un’ottima strategia e soprattutto un ottima gestione degli penumatici lungo lo stint. Un lavoro mirato e fatto lungo l’arco delle prove Libere, per quasi tutta la 6hSpa la #36 è stata in lotta diretta per successo finale e podio, con Makowiecki che nel suo stint è stato autore di un sorpasso folle all’inizio dell’Eau Rouge proprio sulla Ferrari #51.

Complimenti anche alla Peugeot che ha mostrando un ottima crescita sia con la #93 che per una buona parte della gara ha insidiato sia Ferrari che Alpine, che alla #94.
Al via la Ferrari #50 è partita in Pole grazie al superbo giro di Fuoco di venerdì in 1:59:617, ed al suo fianco l’altra Ferrari #83. Le prime fasi della 6H di Spa sono filate via lisce, non ci sono stati errori o problemi, tranne per il contatto tra la Porsche #5 e la Cadillac #38 che in seguito ha ricevuto un drive through come penalità.

La chiave vincente di Ferrari nella 6hSpa
La chiave vincente di questa 6 Ore di Spa per Maranello è stata la strategia, con la #51 che nel momento critico di dover aprire il gap proprio sulla #50, aveva a bordo il miglior driver nella gestione passo gara e capacità di poter attaccare, Alessandro Pier Guidi: il ritmo sfoderato nell’ultima ora, e l’attacco in staccata alla Bus Stop sulla BMW #20 e sull’Alpine rimarranno nelle pagine dei libri del WEC, e dovrebbe essere illustrato in tutte le scuole come simbolo della capacità di non arrendersi mai e non mollare mai: quando la classe non è acqua!
I momenti critici di questa 6hSpa.
Il primo colpo di scena è arrivato quasi allo scattare della 1°ora di competizione, con la Ferrari #83 costretta a rientrare ai box per una problema di non ben specificata natura, che ha compromesso di fatto la loro marcia; tuttavia sono rientrati dopo circa 1 ora di corsa per coprire almeno il 60% della gara per poter avere punti per la classifica Costruttori. Ha concluso la prova con 111 giri all’attivo ed in 15° posizione.

Momento critico per le Ferrari a metà gara dopo circa 3 ore e con temperatura della pista sui 36°: la loro gestione gomme e di conseguenze il passo gara è calato, aprendo quindi leggermente il gap sull’Alpine #36 che in quel momento, grazie anche ad un ottimo ritmo ed una precedente VSC causata per l’uscita di pista della BMW #31, aveva preso la testa della corsa.
Ulteriore colpo di scena alle 17:20 circa, quando un contatto tra la McLaren #95 e la Mercedes #60 in classe #LMGT3 ha portato all’entrata in pista della Safety Car, la #60 è finita pesantemente contro le barriere a Les Combes nella seconda piega che porta verso Rivage, siamo nella zona dopo il Kemmel.

Proprio in quel frangente si sono aperte le danze dei pitstop, con le due Ferrari 499P chiamate ai box: a questo punto è avvenuto un episodio che avrebbe potuto mettere un bollino nero sulla loro gara; c’è stato lo swap positions tra la #50 che era in testa e la #51, questo perchè i box di Ferrari sono organizzati con la #51 che viene prima della #50, e per effettuare questa manovra la #50 ha invaso la fast lane creando qualche momento di tensione per i meccanici degli altri team.
In virtù di ciò la direzione gara ha comunicato quasi sul finale della 6H una reprimenda per il team per il rischio corso in corsia dei box.

Le ultime due ore sono state forse quelle più intense, dove grazie ad una strategia inversa e molto sul filo del rasoio, la Ferrari #51 è rientrata prima per cambiare strategia, e questo ha consentito alla squadra di uscire dal ciclo dei normali stint di gara, aprendo dunque la finestra per una rimonta importante. L’occasione si è presentata quando la McLaren #59 GT è stata accompagnata sulla ghiaia alla fine di Fagnes, e questo episodio ha comportato l’ingresso della VSC e poi della SC.
Negli ultimi 60 minuti di gara abbiamo assistito alla magnifica prestazione di Pier Guidi che con un sorpasso da straccio di licenzia in staccata alla Bus Stop, ha superato 2 avversari, la BMW #20 e la Alpine #36, che il giro precedente avevano sorpassato entrambe la #51 complici anche i doppiaggi.
La necessità di effettuare un ulteriore splash finale ha comportato la necessità di guadagnare terreno su diretti inseguitori, sia sull’altra Ferrari #50 che sull’Alpine #36, e questo ha portato la #51 con Pier Guidi ad effettuare uno stint finale a suon di giri da Qualifica. Un ritmo pazzesco ha permesso alla Ferrari di mantenere la testa della gara e chiudere vittoriosa la 6H di Spa, secondo successo stagionale consecutivo.
Capitolo Porsche Cadillac Toyota alla 6hSpa
Gara in chiaro scuro perPorsche,forse è l’unica che veramente esce con le ossa rotta da questo inizio di stagione, e se per un lato il BoP non la sta aiutando, dall’altro però c’è da dire che la stessa casa tedesca nell’IMSA sta lavorando su ottimi livelli di performance: la sensazione è che oltre il Balance of Performance ci sia ben altro che in questo momento nel team Penske non sta girando nel modo corretto.

La prima della Porsche in graduatoria la troviamo solo in 9° posizione con la #6, mentre l’altra LMDh del team teutonico mentre la gemella la #5 è arrivata in 12° posizione.
Cadillac e Toyotahanno mostrato un passo in avanti in gara notevole, soprattutto la GR010 ha veramente ben figurato lungo le colline del tracciato di Spa, dove la #8 si è piazzata in 4a posizione a circa 30 secondi dalla #51, mentre la #7 in 7a posizione a 46 secondi; tra loro troviamo le due Cadillac rispettivamente la #12 e la #38, e per il team nipponico è un risultato non immaginato alla vigilia della 6H in Belgio, quasi sorpresi alla conclusione dal ritmo e dal comportamento del loro prototipo in pista.

Qualche passo in avanti perAston Martin con la Valkyrieche sicuramente hanno ancora tanto da fare e migliorare per arrivare ad un buon livello di performance: la LMH verdona è ancora acerba e necessità di un lavoro di sgrossamento soprattutto a livello di bilanciamento meccanico, ma il sentore è quello di poterli vedere vicino alla vetta la prossima stagione. La cosa importante è aver coperto l’intera gara, completando i 150 giri con la #007 e 149 con la #009 che non è stata doppiata.
Usciamo da questo 3° Round del FIAWEC consapevoli che le corse Endurance hanno raggiunto un livello tale da non poter essere più considerate come semplice gare di resistenza, di durata, si è creato un mix perfetto da permettere di poter assistere a gare combattute dal via senza esclusioni di colpi fino alla bandiera a scacchi.
Tutto ora è proiettato alla 24 Ore di LeMans di metà giugno, dove sicuramente vedremo delle gran belle battaglie e ci sono tutti gli elementi per assistere ad una gara delle gare di altissimo livello.
Articolo scritto daFulvio Vigilante
Foto by SalaStampaRacing /@AlessandroSala
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