Formula1 Rosso a metà sulla ruota di Montecarlo nel weekend più anomalo della stagione, quello di Monaco che ha incoronato Lando Norris come vincitore della gara che rappresenta un terzo della Triple Crown. Uno stoico Leclerc chiude secondo, davanti alla seconda McLaren di Oscar Piastri, per il secondo fine settimana consecutivo battuto dal compagno di squadra.
Ferrari, cosa ha funzionato a Montecarlo?
Alla vigilia nessuno, compresi piloti ed addetti ai lavori, si aspettava una Ferrari in grado di impensierire McLaren, a maggior ragione su una pista come quella del Principato, che va chiaramente ad esaltare le prestazioni nel lento e la morbidezza delle sospensioni nel giro lanciato per assorbire al meglio gli avvallamenti dell’asfalto, che è fondamentale a Montecarlo. Tuttavia, la SF25 è sembrata trovarsi a proprio agio sin da subito con Leclerc, grazie anche alla sua ipersensibilità sulle strade di casa, che venerdì parlava di un gran feeling con qualsiasi compound di gomma.

Formula1 Rosso a metà sulla ruota di Montecarlo e come nel 2024, nelle FP2 il monegasco era già molto vicino ai muri, dimostrando la propria superiorità sul tracciato con affaccio su Port Hercule, mentre Hamilton girava entro un decimo di ritardo, riconoscendo la bontà della macchina nella tappa iridata appena conclusasi. La vettura italiana, quindi, conferma le sensazioni acquisite durante il GP di Miami: in assenza di compromessi importanti a livello di setup tra curve lente e curve veloci, come il primo ed il secondo settore della pista americana, la monoposto sembra esprimere delle prestazioni convincenti, proprio come a Monaco. Tuttavia nelle curve ultra-lente e tortuose del secondo settore le due MCL39 hanno continuato a dettare legge, anche se le due SF25 non si sono di certo mal comportate.
Inoltre a Montecarlo non si poteva fisicamente viaggiare bassi da terra, a causa delle asperità del manto asfaltato ed a causa dei ridotti picchi di carico verticale le problematiche della Ferrari nel consumo del planck erano di molto mitigate; quindi, abbiamo vissuto delle condizioni molto particolari, che non si possono di certo riproporre in altri circuiti europei, molto più probanti aerodinamicamente parlando. Non bisogna però “buttare via tutto”, infatti ad aver sorpreso è stata la capacità delle vetture del Cavallino di mandare in finestra le coperture C6, che invece hanno dato non pochi grattacapi a Mercedes e RedBull su di tutti.

Questo potrebbe essere un primo sintomo positivo nel lavoro svolto da Serra in fabbrica, concentrato a risolvere i problemi della Ferrari; vedremo questo weekend se i progressi nel giro secco saranno confermati. La gara della scorsa domenica è stata indecifrabile, a causa della regola delle due soste, che ha imposto sì livelli di spinta più alti, ma intervallati da molto traffico, giustificato dalle scelte strategiche di RB e Williams.
In arrivo un reset della stagione?
Formula1 Rosso a metà sulla ruota di Montecarlo. I giorni a venire in Catalogna sarà tempo del tanto discusso ed atteso nono round stagionale in cui entrerà in vigore la famigerata Direttiva Tecnica sulla flessione delle ali anteriori: tralasciando i dettagli, per cui vi rimandiamo all’interessante ed esplicativo articolo del nostro Tommaso Ripanti, la Direttiva 018 dovrà potenzialmente rimettere molta attenzione nella messa a punto delle vetture nelle curve veloci. Con le ali anteriori flessibili, infatti, si mitigava la natura sovrasterzante delle macchine di F1 ad effetto suolo, pur senza aumentare nocivamente la resistenza all’avanzamento, e si combatteva quella sottosterzante nelle curve lente.
Mercedes sembra aver introdotto un’ala anteriore aggiornata già ad Imola, e la differenza nel comportamento dell’ala sui cordoli è stata parecchio evidente. Ferrari sembra poter giovare di questa direttiva tecnica a detta degli addetti ai lavori, con anche i piloti e Vasseur che la indicano come possibile svolta nel Mondiale. A Montmelo c’è una certa alternanza di curve veloci con curve lente, il che implicherebbe dei compromessi di assetto più o meno importanti per la SF25, che potrebbero di fatto compromettere la performance generale della monoposto, soprattutto nel giro secco. Il principale grattacapo per le Rosse si evidenzia proprio in Qualifica, con l’impianto sospensivo posteriore che risulta troppo rigido nei giri lanciati; questo rappresenta un problema nelle curve lente, causando sottosterzo in ingresso curva e sovrasterzo a centro curva, mentre nelle curve veloci la rigidezza della piattaforma aerodinamica va a giovare la prestazione, permettendo alla vettura di generare più carico.

Poi in gara l’eccessiva altezza della Ferrari provoca perdita di carico, in parte compensata dalle prestazioni che la macchina esprime nella sua finestra ottimale, cioè dalla seconda parte di corsa; a Barcellona, quindi, la DT018 potrebbe rallentare McLaren, soprattutto dopo aver visto le prestazioni di Mercedes negli ultimi appuntamenti. Tuttavia non sono da sottovalutare le caratteristiche della pista spagnola, vero e proprio banco di prova a cielo aperto dove quasi tutti potrebbero girare ad occhi chiusi visti i trascorsi; non è da escludere inoltre il ripresentarsi del porpoising: infatti, tramite le ali sensibili le squadre potevano godere di alcuni vantaggi nelle curve veloci e nelle curve lente, ma nei tratti di velocità intermedia lo scompenso di bilanciamento potrebbe causare non poche problematiche alle squadre.
Infatti, nelle curve medie le ali viaggiano ad alte velocità, ma l’effetto non è lo stesso nelle curve veloci: infatti le velocità ridotte potrebbero creare dei picchi di carico all’anteriore, sbilanciando così la vettura e stallando il fondo della stessa, generando potenzialmente il ritorno del porpoising. Di conseguenza, alcune squadre potrebbero essere obbligate ad alzare le vetture per mitigare questo effetto, compromettendo pesantemente le prestazioni, un po’ quanto occorse alla SF24 aggiornata proprio in Spagna, ovviamente per cause ben diverse.

Pirelli porta in pista la gamma degli pneumatici più dura, C1 C2 e C3, scelta dettata dalle numerose curve veloci che mettono molta energia nelle gomme ed il caldo che ha sempre caratterizzato la gara di Barcellona, oltre all’abrasività dell’asfalto. Ciò potrebbe giovare a Ferrari nel giro secco, permettendo di fatto alle due SF25 di assestarsi nella parte alta della classifica e della griglia di partenza: viaggiare in aria pulita sarà fondamentale su un tracciato come quello di Montmelò, il che aggiungerà ulteriore importanza alle prove ufficiali di sabato.
Formula1 Rosso a metà sulla ruota di Montecarlo. A tutto ciò potrebbe aggiungersi in Casa Maranello “l’esame finale” per Riccardo Adami, storico ingegnere di pista in Ferrari, con Hamilton particolarmente poco convinto di come è andata la stagione fino ad ora e critico sovente del rapporto con il suo alter ego al muretto; il quarto posto perso in Qualifica perso a Montecarlo ne è esempio.

Potenzialmente il fine settimana che sta per cominciare si presenta ricco di variabili, in attesa del primo riscontro della pista atteso venerdì pomeriggio, e potrete seguire il weekend iberco dalla pista sul sito e sui social di SalaStampaRacing attraverso la copertura dal circuito di Alessandro Sala.

