Front Wing McLaren SpanishGpF1 2025

Ali o non ali McLaren vince lo SpanishGp di Formula1, quello di Barcellona doveva essere Il Gran Premio della verità e così è stato, con le due McLaren che hanno dominato l’intero weekend, nonostante la nuova direttiva tecnica TD018 volta a limitare la flessione dell’ala anteriore.

La FIA non è al passo dei team di Formula 1

La tanto chiacchierata TD018 non ha raggiunto gli obiettivi sperati: le ali anteriori flettono ancora molto e la situazione non è affatto cambiata.
Ancora una volta la FIA si è dimostrata non all’altezza dei team: rispetto alle squadre di Formula 1, c’è da dire però che la Federazione ha un gruppo di ingegneri decisamente ridotto e questa situazione non gli permette di gestire il regolamento nel migliore dei modi.

Con l’inasprimento dei controlli statici, i tecnici FIA volevano infatti ridurre il fenomeno aeroelastico nelle ali anteriori. Ancora una volta però le squadre sono riuscite ad aggirare la nuova stretta, portando ali con una diversa disposizione degli strati di carbonio, garantendo maggiore rigidezza a vettura ferma ma praticamente la stessa flessibilità delle precedenti ali sotto carico.

McLaren rimane davanti a tutti

C’era molta attesa per questo fine settimana iberico da parte soprattutto delle squadre che stanno cercando di ricucire il gap da McLaren; soprattutto RedBull, ma anche recentemente Ferrari si erano detti fiduciosi per questo cambiamento, mentre la McLaren aveva anticipato che per loro sarebbe cambiato poco o nulla, e così è stato.


Il team di Woking aveva portato ad Imola la nuova ala rinforzata, che era stata testata durante le prove Libere per verificarne il comportamento in pista. Anche Mercedes aveva seguito una strategia simile, ma aveva deciso di tenerla in macchina per l’appuntamento italiano ed il successivo a Montecarlo.
Ferrari ha invece portato direttamente a Barcellona la nuova specifica, diversa non solo nella sostanza ma anche nel design, con un diverso profilo dell’endplate e flap di corda maggiore , probabilmente per aumentare il carico alle basse velocità e diminuire il comportamento sottosterzante che si ha quando l’ala flette meno.
Anche RedBull ha portato un’ala con i primi due elementi modificati nella loro sezione.

Serve un cambiamento dei test

I test statici sulla flessione delle ali si stanno rivelando sempre più anacronistici: le squadre hanno accumulato ormai un know-how tale da eludere con facilità le attuali verifiche: è evidente che per contrastare efficacemente il fenomeno servirebbero test dinamici, più complessi ma oggi tecnicamente fattibili. La tecnologia c’è: la FIA potrebbe utilizzare, oltre alle telecamere ad altissima risoluzione già montate sulle monoposto, anche sensori di posizione installati sui flap, capaci di misurarne lo spostamento tra condizioni di minimo e massimo carico.

Un’evoluzione di questo tipo richiederebbe, però, un investimento significativo in termini di tempo e risorse; se la FIA non deciderà di affrontare questa sfida, saranno i team a continuare ad investire per perfezionare soluzioni sempre più sofisticate. Il risultato? Le ali continueranno a flettere.

Lewis Hamilton lo ha detto chiaramente: laTD018è stata un inutile spreco di denaro, e, alla luce dei fatti, è difficile dargli torto.

Scritto daTommaso Ripanti

Foto di© Alessandro Sala

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