Le prove Libere del Gran Premio di Las Vegas, terzultimo appuntamento del Campionato Mondiale di F1, hanno messo in evidenza le difficoltà di alcuni team nell’arrivare preparati ai weekend di gara. Tra questi spicca la RedBull, vincitrice del titolo costruttori negli ultimi due anni.
Dopo un inizio di stagione che sembrava promettere un dominio simile a quello della passata stagione, la squadra anglo-austriaca ha visto il suo vantaggio tecnico ridursi progressivamente. McLaren e Ferrari, in particolare, hanno recuperato terreno arrivando a superare RedBull in termini di competitività.

Durante le gelide sessioni di prove Libere in Nevada, le carenze della RedBull sono emerse in modo evidente, indipendentemente dalla consueta mappatura motore conservativa del venerdì. Il circuito di Las Vegas, caratterizzato da lunghi rettilinei, ha infatti messo in difficoltà la squadra capitanata da Christian Horner.
Per questa gara, la squadra ha portato un’ala posteriore trimmata nel suo flap mobile per ridurre il drag, ma i tempi sul giro e le velocità di punta dimostrano che non è sufficiente per colmare il gap rispetto ai competitors.

Il problema principale della RedBull è la mancanza di una specifica di ala posteriore progettata esclusivamente per configurazioni a basso carico. Questo limite, già evidenziatosi lo scorso anno, era stato mascherato dall’ampio vantaggio tecnico di cui il team godeva.
Quest’anno, però, la competizione più serrata ha reso evidente questa lacuna, come già accaduto nei circuiti da basso carico come Monza e Baku, dove Verstappen ha chiuso due corse al di sotto delle aspettative.

In tempi di budget cap, i team sono costretti a massimizzare ogni risorsa a disposizione; per far fronte alla carenza, la squadra di Milton Keynes ha quindi optato nel fine settimana americano per una soluzione pratica low budget: ridurre la dimensione del flap mobile dell’ala posteriore, tagliandolo per diminuire la resistenza all’avanzamento ed aumentare la top speed.

Sebbene questa strategia non sia nuova, è diventata ancora più evidente nella città del peccato, dove tra FP1 e FP2 il team ha deciso di ridurre ulteriormente la corda del flap dopo aver analizzato i dati sulle velocità di punta. Questa modifica riduce sì il drag, ma diminuisce anche l’efficacia del DRS ed il carico aerodinamico non risulta distribuito in modo uniforme lungo l’apertura dell’ala.

RedBull prova quindi a mettere una “toppa” per garantire a Max Verstappen di vincere il suo quarto titolo iridato, ma conferma il proprio periodo difficile in vista soprattutto di un 2025 che rappresenta comunque una svolta, il primo anno senza Adrian Newey.
Scritto daTommaso Ripanti
Foto:NextGen/XPB

