Storie tese ad Austin, quando l’esperienza può contare.

La prossima settimana in Messico saranno 400 i GP che Don Fernando Alonso Diaz disputerà in Formula1 alla tenera età di 43 primavere, record assoluto per un pilota polemico, talentuoso, poliedrico, che ha visto passare tante generazioni, molti piloti davanti a sè.  Che continua ad avere fame agonistica, a voler pilotare in stagione, in vacanza, lontano dai circuiti  e su qualsiasi superficie, asfaltata e non.

Ma che ha ancora fame di combattere, anche con mezzi a disposizione spesso….difficili da guidare: chi li definisce trattori, chi autobus….ma quasi sempre l’asturiano riesce a cavare da rape a 4 ruote molto di più di quanto ha avuto ed ha tra le mani, sotto i pedali. 

Due titoli iridati ed un terzo che potrebbe non essere una chimera, nonostante la carta d’identità, visti gli investimenti di Lawrence Stroll, finanziari e strutturali, che hanno portato anche allo sbarco a Silverstone di un certo Adrian Newey, fortemente voluto da Alonso.

Ieri screzi in pista tra il decano dei drivers ed il giovane Liam Lawson, con susseguente chiarimento/discussione nei box a fine Sprint: immaginiamo che Fernando abbia voluto catechizzare l’impudente figlio d’arte, cui ha dedicato qualche parolina anche in press conference.

Alessandro Sala

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