Formula1, il weekend del CanadaGP a Montreal si è concluso con la vittoria di George Russell su Mercedes, seguito da Max Verstappen e da Kimi Antonelli, al suo primo podio in carriera, primi pasticci in McLaren. Ritirato nel finale Norris per un contatto con il compagno di squadra Piastri, finito quarto; quinta e sesta la Ferrari con Leclerc davanti a Hamilton, che ha accusato diversi problemi nel corso della gara
La Mercedes si ritrova in Canada
7 giorni dopo aver assistito all’epica battaglia tra Sinner ed Alcaraz, George Russell si concede una nuova domenica di passione , andando a dominare il Gran Premio del Canada dopo essere scattato dalla Pole Position. Il pilota britannico conquista la sua quarta vittoria in carriera, confermando il proprio eccellente stato di forma e dimostrandosi ancora una volta uno di quelli che il Mondiale lo potrebbe vincere veramente se disponesse di una vettura all’altezza. George ha fatto la differenza il sabato siglando il tempo più veloce utilizzando la gomma gialla, la C5, ed in gara ha gestito alla grande Max.

George Russell (GBR), Mercedes-AMG Petronas Formula One Team

Andrea Kimi Antonelli (ITA), Mercedes-AMG Petronas Formula One Team
La W16 si è adattata benissimo al circuito Gilles Villeneuve, potendo contare su un ottimo posteriore che ha fatto la differenza in trazione dal tornantino ed in uscita dalle 4 chicane veloci, consentendo ai due piloti di mettere il prima possibile tutti i cavalli del propulsore Mercedes sull’asfalto. Le Mercedes davano infatti la sensazione di essere praticamente insuperabili negli allunghi, tant’è che anche Kimi non ha mai corso grandi rischi contro Piastri.

In casa Mercedes la gioia non è tuttavia arrivata solo del lato box #63, Kimi Antonelli a soli 18 anni ha infatti conquistato il primo podio della carriera, andando a riscrivere ogni tipo di record. Il pilota bolognese, scattato dalla quarta posizione, si è conquistato il podio superando Oscar Piastri subito dopo il via e da lì in poi ha corso da veterano, gestendo la terza posizione. Questa prestazione conferma tuttavia la bontà della W16 ed il processo di crescita che Kimi sta continuando a fare.
Max fa il massimo, di più non ce n’era
L’occasione più grande per puntare al successo per Verstappen era sicuramente la partenza, tuttavia Russell è scattato alla grande e per Max non c’è stato più molto da fare. La Red Bull ha provato a sparigliare un po’ le carte fermando il Campione del Mondo in anticipo sia nella prima che nella seconda sosta, ma la strategia non ha consentito all’olandese di sopravanzare la Mercedes #63. Anzi, quello del team di Milton Keynes è stato un tentativo, poi riuscito, di finire davanti ad Antonelli che, in occasione di entrambe le soste di Max era in fase di sorpasso.
Max ha accumulato il distacco maggiore da George soprattutto nella fase centrale dello stint, con un gomma dura che a serbatoio non troppo scarico non ha dato ottime sensazioni a Max con un degrado troppo elevato. Quello del degrado è infatti un problema che in Red Bull vedono riproporsi da alcune gare ed un aspetto che dovranno sicuramente migliorare. Di Tsunoda neanche parliamo, purtroppo il secondo sedile RedBull rimane un enigma che nessun pilota sembra in grado di risolvere o a cui nessune pare potersi adattare.

McLaren, weekend sottotono
Il team Papaya ha vissuto il peggior fine settimana del 2025 in quel di Montreal, culminato nel contatto tra i due piloti con Norris che è stato poi costretto al ritiro: il campanello d’allarme che però risuona a Woking non è tanto legato allo scontro avvenuto nel corso del giro 67, quanto ad una vettura che non ha performato come nel resto del Mondiale. La scuderia ha infatti portato in Canada un aggiornamento all’ala anteriore ed al triangolo sospensivo anteriore che ha fatto seguito alla direttiva tecnica TD018 di Barcellona.
Dopo aver analizzato tutti i dati del weekend catalano, il team diretto da Andrea Stella aveva deciso di portare in sul fiume San Lorenzo i nuovi componenti. Il venerdì è stato importante per analizzare il comportamento aerodinamico con misurazioni tramite tubi di Pitot e l’utilizzo della flow viz, in modo da mappare il campo di moto generato dalla nuova specifica.

Questa modifica avrebbe dovuto consentire ai due piloti di avere ancora maggiore fiducia nell’avantreno, al fine di poter spingere di più in Qualifica: cosa che non è accaduta, con Piastri che si è qualificato in terza posizione e Norris addirittura in settima. La monoposto britannica non si è veramente mai accesa neanche domenica, nonostante Norris abbia comunque fatto un ottimo secondo stint sulle gomme gialle che gli ha consentito di avvicinarsi al compagno di squadra, operazione poi completata – quasi…- nella fase terminale della corsa con il secondo set di gomme dure.
Lando si è preso tutta la responsabilità dell’incidente, tuttavia questo episodio potrebbe modificare in futuro il rapporto tra i due compagni di squadra e vedremo come il team lo gestirà. Al momento non sembrano avere rivali, anche se per una ragione o per un’altra Max è sempre lì in agguato.
In Ferrari si parla di strategie, per nascondere il resto
La SF-25 continua a non regalare gioie ai propri tifosi e quello di Montreal è stato un ulteriore weekend chiuso amaramente dalle Rosse, in archivio con la quinta e sesta posizione per Leclerc e Hamilton. A proposito di Leclerc si è parlato tanto della strategia, del fatto che al muretto avrebbero dovuto ascoltarlo, che è un pilota che non si fa rispettare… le solite cose insomma. La realtà dei fatti è tutt’altra: Charles e Lewis hanno tra le mani una macchina lenta, con una piccola finestra di funzionamento e che, se non in specifiche condizioni, non si è veramente mai accesa o espressa a dovere.
Il vero campanello di allarme, direi quasi campana, è l’ormai consueto Lift and Coast cui Leclerc è chiamato ad attuare in ogni gara, in Canada addirittura dal Giro 1, e che quindi non consente di estrarre tutto il potenziale della vettura. Che sia per temperature freni, che per usura del plank, la verità è che Ferrari deve eliminare questo problema, la cui risoluzione costituirebbe forse un aggiornamento ancora migliore della tanto agognata sospensione posteriore di cui si parla da mesi.


Lewis ha vissuto un’ altra domenica da incubo; dopo una buona partenza ed un buon primo stint che lo vedeva di pochi secondi alle spalle di Piastri, Hamilton è purtroppo incappato in una marmotta che gli è costata circa 20 punti di carico… quando non gira non gira. Inoltre lo stesso 7 volte iridato ha avuto pure lui problemi ai freni, segno che qualcosa che non va in questo ambito c’è, eccome. La strategia continua ad essere utilizzata come capro espiatorio, ma in GES è forse ora che pensino seriamente al 2026.

