Primo Focus dell’anno sulle Hypercar, scopriamo insieme ad Alessio come in questa stagione del WEC la Top Class si sta comportando e soprattutto l’attenzione rimane posta nella prossima tappa del Mondiale a Spa, ma lo sguardo è già proiettato in avanti verso la 24HLeMans ed il suo BoP
Ferrari rappresenta il riferimento
I primi due round del FIAWEC sono andati in archivio, conFerrariHypercar che si conferma come la prima forza in queste due uscite. Nonostante Lusail ed Imola siano due piste agli antipodi,le 499Phanno mostratoprestazioni dominantiin entrambe le gare, conquistando prima una storica tripletta, e poi la prima vittoria targata#51 fuori dal suolo francese.
Il BoP favorevole alle rosse sta facendo il giro del mondo, ed in tanti attribuiscono gran parte del vantaggio delle vetture italiane ai parametri adottati da FIA e ACO, consideratitroppo blandi da molti addetti ai lavori. In parte può essere vero, ma non nel modo in cui molti lo intendono; infatti,nel corso dell’inverno, come più volte dichiarato daColetta e Cannizzo, a Maranello si è lavoratoper esprimere il tanto carico generato dalla macchina, tra fondo, diffusore, splitter anteriore e le tante appendici presenti sul corpo vettura.
Il lavoro effettuato alsimulatore ed in pista a Fioranoha permesso a piloti ed ingegneri di aumentare la loro comprensione del prototipo, in modo da esprimere prestazioni convincenti non solo sulle piste che premiano l’efficienza aerodinamica, ma anche su quelle in cui lameccanica e la velocità nelle curve di media-bassa velocitàsono fondamentali. Allora, come è stato per Porsche 12 mesi fa, FIA ed ACO potrebbero essere stati presi in contropiede dai progressi effettuati dal gruppo tecnico di Maranello, non aspettandosi quindi prestazioni del genere.

Ottima gestione gomma della 499P
L’esordio iridato in Qatar ha messo in luce la bontà della 499P nelle curve veloci e nella gestione gomma, messa a duro stress sulla pista medio-orientale. Le curve veloci sollecitavano molto gli pneumatici, con i passaggi sui cordoli che infierivano sulla durata delle coperture; dominare a Lusail quindi ha certificato i progressi fatti dal gruppo di lavoro, esprimendo quindi a pieno le potenzialità di una Hypercar nata benissimo. Il BoP è stato troppo “morbido” sulle 499P, ma questa è da considerare come una conseguenza del lavoro svolto a Maranello, non di certo la causa delle vittorie conquistate.
Porsche: cosa si è perso dal 2024?
Nel 2024 Porsche era cresciuta moltissimo, soprattutto dopo i test effettuati ad Indianapolis a fine 2023; la 963 ha subito dueaggiornamenti importantiall’impiantosospensivo, considerato sin da subito come iltallone d’Achille della vettura. Nell’ultimo, deliberato nei test post-stagionali a Road Atlanta, si agivasull’angolo caster, migliorando quindi la guidabilità nelle curve veloci. Aumentare il parametro indicatoaiuta la precisione dello sterzonei tratti di pista veloci, favorendo oltretutto la vettura in trazione, aumentando l’impronta della gomma a terra.
Tuttavia ciò può provocare dei comportamenti imprevedibili su possibili sconnessioni, insieme ad un anomalo consumo gomma. Nonostante la LMDh tedesca corra anche nell’IMSA e, quindi, su piste in cui l’impianto sospensivo è messo a dura prova, quali Sebring, a Imola la 963 non sembra mai essere riuscita a trovare il bandolo della matassa, firmando due prestazioni opache a livello puro (nonostante il secondo posto del 2024, figlio del rimescolamento causato dalla pioggia).

Media Gallery 6hImola
Confronto tra Ferrari Porsche Toyota
La 499P si è confermata ottima sul tracciato emiliano, riportando buone sensazioni viste già nel 2024. Le vetture italiane saltavano sui cordoli con molta tranquillità, con i piloti che erano in grado di tornare sul gas senza troppi problemi in uscita di curva. Lo stesso non era per le LMDh, in particolare per Porsche e Cadillac.
Le due macchine saltavano molto sui dissuasori, come si è potuto osservare in Variante Alta, mostrando come un impianto sospensivo sia molto rigido, cosa che ha reso molto difficile gestire la vettura in uscita di curva. Il riferimento in questo ambito resta Toyota, che con la GR010 si “è divorata” qualsiasi cordolo, dalle Acque Minerali alla Variante Alta, confermando le proprie doti in trazione, come in uscita dalla seconda curva Villeneuve, dove Ferrari non è riuscita a stare al passo del prototipo giapponese.

Le difficoltà per Porsche sembrano essere rimaste, con le 963 mai davvero in lotta per la vittoria, nonostante un guizzo a metà gara. Le difficoltà nella guidabilità sui cordoli porta poi, di conseguenza, a soffrire in trazione fuori da queste curve, e di conseguenza mettendo sotto stress aggiuntivo l’asse posteriore.
A Imola il degrado non è stato un fattore importante, con molte Hypercar capaci di effettuare più stint sullo stesso treno di gomme, ma le problematiche in trazione possono aver messo in seria difficoltà le vetture interessate. Il BoP in Qatar non ha di certo aiutato, aggiungendo troppo peso sulle tre 963 in gara: proprio questo elemento ha rappresentato col passare degli anni un fattore non trascurabile, che può andare a modificare in maniera decisiva il bilanciamento della vettura ed il consumo delle gomme.

Sul circuito nostrano gli organizzatori hanno agito di conseguenza, diminuendo di molto i Kg che appesantivano le vetture tedesche, ma le difficoltà sono rimaste. L’anno scorso la #6 è riuscita a piazzarsi seconda grazie alla pioggia di fine corsa, ma la differenza più grande è stata l’assenza di squadre veramente in grado di giocarsi il successo finale. Con più vetture veloci le strategie sono tutte più forzate, ed i livelli di spinta aumentano di differenza, con molti team che optano per strategie alternative. Proprio così vengono messe a nudo le cricità delle auto schierate in questa categoria, messe a dura prova per 6 ore consecutive e con differenti carichi di carburante. Le gare Endurance restano complesse da decifrare, con molte vetture impegnate in diversi programmi di guida in diverse fasi di gara.
Toyota si conferma al top su qualsiasi tracciato
Chi si è sempre confermata al top su qualsiasi pista è Toyota.
La GR010 sta sperimentando in queste gare dei parametri del BoP pesantemente penalizzanti, tuttavia la vettura resta buona, tanto da garantire delle gare in Top 5. La nera nipponica è la più anziana della griglia, in attesa del regolamento ad idrogeno pronto ad essere deliberato; il peso eccessivo non aiuta la GR010, ma la macchina è in grado in mitigarne l’effetto grazie al carico aerodinamico generato. Infatti, i tecnici giapponesi riescono a gestire il peso tramite il carico tra anteriore e posteriore, riuscendo così a gestire gli pneumatici; sforzi e pacchetto che possibilmente non basteranno per vincere probabilmente, aspettando però le trasferte dopo Le Mans, sempre particolari. Il BoP in tutto ciò rivestirà un ruolo fondamentale, visto la sua influenza sulle performance.

A Spa FIA ed ACO cambieranno qualcosa (Focus boPverso Le Mans)?
A Spa potremmo assistere ad unoscenario differente, ma non troppo,vista la bontà della 499P sulla pista belga. I lunghi rettilinei metteranno inmostra le doti dellamacchina del Cavallino Rampante, unitamentee ai passi in avanti fatti nellecurve a lungo raggio. I problemi avuti dalla #83 nelle FP3 della 6 Ore di Imola potrebbero rappresentare un campanello d’allarme per Ferrari, un elemento da tenere in considerazione soprattutto per la mitica 24 Ore .

Porsche per ora non ci ha dato occasione per verificare le prestazioni in frenata, punto debole la scorsa stagione. Nella seconda fase della staccata, quella in cui il pilota attacca l’apex della curva, la biancorossa tedesca faticava, mostrando delle difficoltà aggiuntive rispetto ad altre macchine. Un’altra variabile a Spa potrebbe essere rappresentata da BMW, che su due tracciati opposti si è confermata seconda forza in pista; analizzando i rapporti peso/potenza delle vetture tra il Qatar ed Imola, notiamo aspetti interessanti: Ferrari migliora, Toyota peggiora, Porsche, Cadillac e BMW diminuiscono. Alpine subisce un netto miglioramento, Peugeot resta l’unica sotto il valore di 2; la marca bavarese quindi, nonostante il balzo in avanti compiuto da Alpine, si conferma come il primo avversario di Ferrari, in attesa di cosa faccia Porsche.

La M Hybrid V8 è migliorata molto nell’ultimo periodo, ed il Team WRT sta di certo svolgendo un ruolo fondamentale; la struttura belga si sta confermando un passo avanti rispetto alla squadra americana, RLL, che nonostante la velocità della vettura e dei piloti, non ha ancora conquistato una vittoria nell’IMSA. La vettura inoltre sembrava comportarsi molto bene sui cordoli di Imola, confermando una buona guidabilità: a Spa possono puntare al colpaccio, sempre sperando che gli organizzatori non facciano nulla di strano.
Terza gara dell’anno a parte, molti team e costruttori hanno già la testa rivolta verso l’evento clue della stagione, la 24 Ore di Le Mans. Porsche non starà a guardare, mettendo sull’asfalto della Loira i progressi compiuti nella velocità massima, fondamentale sul tracciato francese, come anche la stabilità della vettura ad alte velocità, visti gli avvallamenti del manto stradale semi-urbano. La casa di Stoccarda è chiaro che, dopo il Titolo Piloti del 2024, punti alla conquista della 20a Le Mans, che manca ormai da troppi anni . I vertici del marchio teutonico hanno obiettivi chiari, ed uno di essi è senza dubbio tornare a conquistare la celeberrima 24 Ore transalpina.
Porsche 963 BoP Hypercar WEC
Il BoP attuale assegnato alle 963 potrebbe fare da preambolo alla cavalcata del binomio Porsche-Penske verso la conquista della gara delle gare, anche se nulla è ancora scritto. Ferrari ha trionfato le ultime 2 stagioni sui 13 km della Sarthe, così quest’anno si sta concentrando sulla lunga distanza, sugli obiettivi finali, i Titoli Mondiali. Ovviamente non si tratta di impegno ridotto, anzi: un campionato che attrae così tanti costruttori di fama planetaira deve tenere a bada le rispettive rimostranze, e per farlo molto spesso bisogna scendere a compromessi, ma è giusto sia così. Il mondo delle corse automobilistiche si sviluppa su due ambiti, fuori e dentro la pista, come avviene in qualsiasi evento di impatto globale, quale è la 24 Ore di Le Mans. Poi, ovviamente, sarà sempre la pista a parlare, ma non bisogna di certo pensare che fuori siano tutti fermi, anzi.
Già in Belgio le Ferrari potrebbero subire un rallentamento causato dal BoP, ma le prestazioni delle vetture di Maranello sono state ottime e vinceti, potenzialmente in grado di andare oltre ai parametri adottati (ovviamente fino ad un certo punto). Poi non si sa mai ovviamente, tutto può accadere a Spa; e, come in Formula 1, in un Campionato Mondiale le pressioni politiche non mancano. A livello prestazionale la linea tracciata è abbastanza chiara, con Ferrari, BMW, Porsche e Toyota che rappresentano i riferimenti. Mai dare per sconfitto nessuno, con Alpine, Cadillac e Peugeot pronte all’agguato. Sta di fatto che nulla sarà deciso da pressioni politiche, ovviamente, a maggior ragione in una gara così complessa e lunga. Sarà uno spettacolo da ammirare dall’inizio alla fine, però prima meglio concentrarsi sulla 6 Ore di Spa, ogni anno molto avvincente, su una pista che tutti amiamo e che regala emozioni dall’inizio alla bandiera a scacchi.
Scritto e Foto di© Alessio Garofoli
Foto 6hImola e 24hLeMans© Alessandro Sala

