Il matrimonio perfetto è giunto al termine.

La storia tra Sir Lewis Hamilton ed il team Mercedes è di quelle che racconteremo nei libri di storia della F1. I numeri sono da capogiro forse non se ne riesce nemmeno a percepirne la grandezza per ora.

6  Titoli Piloti conquistati.

8  Titoli Costruttori.

84  Vittore.

246  GP disputati con Mercedes.

152  Podi.

78  Pole Positions.

Tutto ciò dal 2013 al 2024, un binomio, una “chimica” che sarà difficile rivedere; e l’ultimo fine settimana di Hamilton in Mercedes è iniziato tutt’altro che secondo le aspettative.

Una Qualifica sbagliata sia nella gestione delle tempistiche di uscita dai box, sia in quella sana dose di fortuna che sembra aver perso Lewis, prendendo il birillo portato in pista da Magnussen nel tentativo di far strada al pilota britannico.

Partenza dalla P16 ed una rimonta grazie ad una strategia invertita rispetto al resto della griglia (partenza con gomme Hard) hanno reso possibile una rimonta fino alla P4 grazie ad un ritmo nella seconda parte di gara impressionante.

Stint alla mano, Lewis è stato sul ritmo di Norris: questo ci fa capire quanto del suo ci abbia messo nel riportare più in alto possibile la sua W15 per l’ultima volta.

Una stagione non facile questa, soprattutto in termini emotivi, e sappiamo quanto Lewis da questo punto di vista sia persona sensibile, una stagione fatta soprattutto di setup sperimentali per permettere al team di capire e sviluppare al meglio la prossima macchina.

Stagione costruita su setup per Russell distanti dallo stile di guida di Hamilton, e tranne in alcune occasioni Lewis ha potuto usufruire di setup idonei al proprio driving style, Silverstone in primis.

Per quest’ultimo appuntamento le differenze di configurazione della W15 erano importanti, tali da permettere a Lewis di poter sfoderare una prestazione in gara magistrale.

La prossima sfida del 7 volte iridato con Ferrari non è tra le più semplici: arriva a 40 anni in un team che ha una fame tremenda di voler riprendere lo scettro delle classifiche costruttori e piloti, con Leclerc che non vede l’ora di poter avere una monoposto performante per tutto l’arco della stagione.

Ma lo stesso Hamilton ha fame di rivincita, da quel titolo 2021 strappatogli ingiustamente di mano, la voglia di mettere il proprio machio nella storia della Ferrari ed allo stesso tempo di iscrivere definitivamente il suo nome nell’Olimpo della Formula 1.

Ci sarà un lungo ed inteso inverno per il nativo di Stevenage, dovrà apprendere tante cose nuove arrivando a Maranello e la sfida è di quelle dal gusto che sanno di impresa.

Mercedes in conclusione lascia il suo diamante preso dalla McLaren nel 2012 e fatto crescere a suon di asfalto e record infranti; il loro prossimo ciclo sarà intenso, soprattutto dovranno essere capaci di portare avanti una coppia di piloti che ha del potenziale enorme.

Russell lo conosciamo bene, forte, stra-forte in Qualifica, meno sul passo gara; mentre Kimi Antonelli è al debutto nella massima serie in una squadra, un gruppo che ha la necessità di riscattarsi dopo annate troppo brutte per la storia della casa anglo-teutonica.

Il 2025 forse ci regalerà un Mondiale assai incerto dall’inizio alla fine e probabilmente assisteremo, visti i presupposti scaturiti da questo finale di Campionato, ad una battaglia a 4 tra Ferrari, McLaren, Mercedes e RedBull.

Scritto daFulvio Vigilante 

Foto:©HasanBratic – ©XPB/Nextgen – MercedesAMGF1

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