Vento dell’Est, doppietta di circuiti cittadini con vista all’iride.

Il Mondiale di Formula 1 si appresta a fare tappa a Baku, in Azerbaijan, per il 17o round stagionale.  L’appuntamento in terra azera è stata spostata a metà settembre per questa stagione, così da favorire lo spostamento di Suzuka in primavera.

Il tracciato asiatico ha sempre rappresentato una tappa particolare per il Circus: muretti e barriere molto vicini, tratti di pista strettissimi, come la sezione del castello; ed il lunghissimo rettilineo che porta fino a Curva 1 sono solo alcune delle particolarità del circuito che affaccia sul Mar Caspio.  Dove si è pensato di ampliare di 100 metri il tratto con DRS aperto al fine di favorire ulteriormente i sorpassi.

Questa la preview di Pirelli, su un asfalto cittadino che in passato ha creato tanti grattacapi e….scoppi.

Per quel che concerne i freni, secondo i tecnici Brembo il Baku City Circuit da 6.003 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni.

In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4 a causa della presenza di 3 curve iniziali a 90 gradi in cui i freni sono soggetti a grandi sollecitazioni: oltre 1,9 secondi e 150 kg di carico sul pedale l’una.  Undici le frenate, di cui 6 della categoria Hard e 3 Medium. In un giro i freni sono impiegati per oltre 19 secondi.

McLaren arriva da favorita assoluta: da Miami è costantemente in lotta con RedBull, ed è poi diventata la migliore monoposto  del lotto, dominando la fase centrale del Mondiale.

Lo dimostrano le gare a Zandvoort e Monza: nella prima Norris, nonostante una partenza sbagliata, è riuscito a portare a casa la vittoria distaccando Verstappen di più di 20 secondi; a Monza, tracciato opposto per caratteristiche e livelli di carico richiesti, avevano la macchina migliore, anche se vincere è un’altra cosa e la gestione della domenica Papaya non è stata delle migliori.

Infatti, tra sorpassi fra compagni di squadra e constrategie di gara ancora una volta non ai livelli dei Top Team, il successo è stato buttato al vento l’ennesima vittoria.  A Baku potremmo vedere livelli prestazionali simili a quelli di Monza, con Ferrari che potrebbe essere più vicina a McLaren rispetto a due settimane fa.

La SF24 trova infatti il proprio punto di forza nelle curve brevi e di bassa velocità, senza tralasciare la frenata e le sue doti in trazione.  Questo weekend non troveremo una Ferrari favorita, ma con la possibilità di giocarsela con le altre squadre sì.

Chi invece arriva a Baku con l’obiettivo di tornare in zona podio o, per lo meno, di tornare ad avere la possibilità di lottare con McLaren è RedBull.

La RB20 a Monza ha sofferto in modo cronico di sottosterzo nelle curve lente, fenomeno accentuato dalla configurazione da basso carico introdotta sul tracciato brianzolo.

Sulla pista caucasica la RB20 probabilmente non sarà nella stessa situazione in cui si trovava a Monza, ma il vero test per la vettura austriaca sarà a Singapore, pista che la scorsa stagione ha messo fine al dominio del binomio Verstappen-RedBull.

La monoposto di Milton Keynes pare faticare nell’assorbire gli avvallamenti alle alte e basse velocità, come evidenziato già a Monaco; per quanto riguarda Mercedes, da Zandvoort sembrano essere costantemente terza o quarta forza.

In Olanda avevano introdotto il nuovo fondo testato nelle FP3 del Belgio, riscontrando alcuni problemi di bouncing.  Sarà un fine settimana estremamente interessante, ricordando anche che a Baku il rischio di Safety Car in gara è quasi una tassa.

E ad Est guarda anche il Mondiale Endurance, che questo weekend vive alle pendice del Fuji in GIappone la penultima tappa di un Campionato di Resistenza combattuto e che attende di emettere i verdetti iridati per piloti e marche.

 

Scritto daAlessio Garofoli

Foto:  ©HasanBratic – ©GiorgioPiola – ©JulienDelfosse

You cannot copy content of this page