Imola per lui, Verstappen soffre ma trionfa ancora.

Imola, ennesimo Gran Premio vinto da un Verstappen incontestabile, e se non fosse per una Redbull RB20 al primo appuntamento senza più il suo mentore tecnico al muretto ed arrivata non al meglio in Europa, forse il dominio avrebbe potuto essere assoluto.

Corsa priva totalmente di spunti, di sorpassi e di battaglie soprattutto là davanti, ci aspettavamo di più in gara da parte di McLaren che aveva mostrato un passo durante il venerdì con le Hard decisamente interessante; ci si attendeva qualcosa di più da Ferrari?

No, a mio avviso la prestazione delle Rosse è in linea con la propria crescita e sviluppo, bene che il pacchetto portato in pista abbia funzionato sin da subito, consentendo di mantenere quella curva di performance crescente vista da inizio stagione.

L’Enzo e Dino Ferrari è un tracciato old style che mette in mostra la bontà delle monoposto, e qui il rammarico di non aver visto un Norris più incisivo fin da subito con la sua McLaren, nel cercare di stare nella scia di Verstappen.

Max che al netto di tutto, se non fosse stato per l’enorme scia garantitagli da Hulkenberg nel primo settore visto l’esito ed il guadagno nel giro buono in Qualifica, probabilmente non avrebbe avuto vita facile in questo weekend, ma con il senno di poi è tutto più facile dicono…

Molti hanno parlato di una nuova F1, ma dove?  C’è uno stallo in pista nelle battaglie che è impressionante e non è certo colpa del tracciato, meno di 2 settimane fa qui ha corso il WEC,  6 ore di sane mazzate e duelli all’ultima sportellata  che ricordano tanto la storia recente e purtroppo passata della Formula 1.

Sì, è probabile che il gap tra i top team si stiamo chiudendo ma è quasi normale che ciò accada, stiamo per arrivare alla chiusura di questo ciclo tecnico; un altro anno e poi si passerà, quando arriveranno i regolamenti, ad una F1 che dovrà inesorabilmente cercare di porre rimedio alla carenza di duelli in pista, alla noia ed all’esito scontato di molti fine settimana di gara.

Va ringraziato col cuore in mano un eterno Sebastian Vettel, per tenuto vivo e portato in pista con la McLaren Mp4-8, il ricordo di Ayrton Senna e Roland Razenberger, a 30 anni da quel tragico fine settimana  che tutti purtroppo abbiamo impresso, e per chi, come il sottoscritto, ha vissuto guardando in Tv quelle terribili immagini.

Se molti assistono ad un  GP dove non si spera altro che entri in pista la Safety Car per cercare di cambiare le carte in pista e di stravolgere le strategie, allora c’è proprio qualcosa di concettuale che non funziona più nell’universo della ipertecnologica Formula 1.

Il rammarico, come dicevo, sta nel non aver potuto assistere per poche tornate, ne servivano 3 probabilmente a Norris, ad un possibile duello per la vittoria nella domenica in riva al Santerno.

McLaren, come Ferrari, sta costruendo il proprio ritorno: investimenti, formazioni, specializzazione al fine di ritornare al top della F1, la strada imboccata è corretta e sta funzionando, e probabilmente i tempi stanno diventando maturi per vedere un cambio al vertice, ma che questa possa essere definita una nuova Formula 1 la vedo molto difficile.

Ormai sono 3 i team in grando di poter lottare in questa stagione: Mercedes è distante, incostante e soprattutto ormai vittima di un’emorragia di tecnici, o di una profonda ristrutturazione interna, che sembra non aver più fine.

Ci si aspetta molto e forse anche troppo da una squadra che ha scritto per ben 8 stagioni un dominio incontrastato, cristallino, fatto di record su record, ma per fortuna in tutto questo la coppia di piloti rappresenta il loro punto di forza.

Probabilmente il tracciato non perfetto e liscio di Imola ha inciso più del previsto sulle prestazioni di una Redbull che, come negli anni precedenti quando si è trovata a correte in condizioni di altezza da terra non costante, ha mostrato più di qualche criticità.

Questo fine settimana si corre a Montecarlo, sappiamo già che nel Principato si decide quasi tutto nelle Qualifiche di sabato, tutti auspichiamo in un Gran Premio movimentato fatto di colpi di scena, di sorpassi; ma la realtà è un’altra, con queste vetture cosi grandi è dannatamente difficile sorpassare l’avversario, figuriamoci sul toboga monegasco…

Vogliamo ripartire da questo weekend “principesco” con la speranza di assistere ad un Mondiale più acceso: bene, il presupposto è corretto ma a questa F1 serve altro per risalire…e domenica ci sarà anche l’edizione numero 108 della mitica 500 Miglia di Indianapolis.

Scritto da Fulvio Vigilante.

Foto: ©HasanBratic

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