La 6 Ore di Spa si è conclusa, regalando a Ferrari il terzo successo consecutivo questa stagione, condito da una grandissima doppietta in classe Hypercar firmata #51 e #50 da Maranello e con la vittoria della 296 GT3 #21 nella LMGT3, assieme al terzo posto della sorella #54. Un sabato rosso, con un risultato che però non da credito alla gara a cui abbiamo assistito, ricca di battaglie in pista e fuori, in entrambe le categorie; analizziamo quindi le prestazioni di Ferrari.
Ferrari concretizza in maniera ottima una vettura completa
Ferrari conquista la doppietta, con la #51 che precedecla #50; la 499P si dimostra versatile e veloce nonostante i parametri sfavorevoli imposti dal BoP, che dati alla mano, è il secondo peggiore del lotto, dietro solamente a quello delle Toyota. Il peso di 1057 Kg, di 12 chilogrammi superiore a quello imposto per la tappa imolese, ha creato dei grattacapi ai tecnici italiani nel corso delle prove Libere del giovedì, con le due Ferrari ufficiali protagoniste di alcune escursionifuori pista, talvolta riportando anche danni importanti. Tuttavia la macchina ha continuato ad esprimersi al meglio, su una delle piste che è tra le migliori per il prototipo italiano.

Come dichiarato da Barbieri, direttore della performance delle vetture marchiate Ferrari e responsabile del regolamento, la 499P ha trovato sin da subito il proprio territorio di caccia nelle curve medio-veloci, di cui Spa è ricca. Ne sono un esempio le curve del secondo settore, il più critico per gli avversari in Qualifica, composto da sezioni critiche in appoggio quali Pouhon o le Stavelot. I 19 kW di potenza sotto i 250 Km/h in meno si sono fatti sentire rispetto agli altri costruttori, come si è potuto vedere durante il duello con l’Alpine nelle prime ore di gara, grazie alla massima potenza a disposizione (520 kW, contro i 489 di Ferrari). Nella seconda fase di accelerazione la vettura francese sembrava surclassare facilmente la macchina italiana, proprio potendo sfruttare a pieno i cavalli del propulsore Mecachrome.

La gestione gomma è risultata buona, con molte vetture racchiuse in pochi decimi di secondo. Le 499P probabilmente avevano un vantaggio, principalmente riscontrabile in aria pulita, ma molto ristretto, non ai livelli di quello visto in Qatar sicuramente. Il surriscaldamento degli pneumatici abbinato al peso aggiuntivo messo sulle Ferrari, ha imposto ai piloti del Cavallino Rampante di porre molta attenzione sulle coperture, soprattutto nella fase centrale della corsa, dove la pista ha raggiunto temperature non lontane dai 40°, anomale per il tracciato del Belgio. In quella fase è risultato fondamentale saper gestire al meglio le gomme, evitando il più possibile il fenomeno del degrado termico, accentuato dal nuovo asfalto.
Verso il finale di gara, poi, quando Pier Guidi è stato chiamato ad aprire il gap con la concorrenza, abbiamo potuto assistere al passo della 499P in aria libera e con una pista più fresca, facendo segnare il giro più veloce della corsa, dimostrando il potenziale della Hypercar di Casa Ferrari.
I problemi sulla Ferrari Hypercar 83
I problemi patiti dalla #83 sembrano essere stati individuati nelturbo del V6 a 120°, non un buon segnale in vista del grande evento, la prossima24h di LeMans. Hanson nelle prime ore di gara sembrava infatti perdere moltissimo tempo in allungo, uno svantaggio che andava oltre al semplice BoP. Chiudendo quest’ultimo discorso, il BoP adottato per la 6 Ore di Spa va a dimostrare i progressi compiuti dalgruppo tecnico guidato da Cannizzo, che grazie alle simulazioni ed alle poche giornate concesse in pista sono riusciti a sbloccare il potenziale della vettura nelle zone da alto carico.

Calado nel corso di un intervista ha fatto riferimento ai circa300 assetti disponibili sulla vettura, fattore che non rende semplice di certo la messa a punto del mezzo. Vedremo nelle tappe estive, come quelle inBrasile o al COTAdi Austin se i problemi e le lacune della vettura nelle curve lente sono state risolte, la causa di gran parte del distacco accusato nei rispettivi appuntamenti. Grazie al Joker proprio introdotto alla 6 Ore di San Paolo 2024 il surriscaldamento degli pneumatici è contenuto, importante nelle gare come quelle appena concluse, dove altre vetture hanno faticato.
Il BoP della tappa francese resterà un elemento a sè stante in stagione, in modo da permettere a tutti i costruttori di potersi contendere la vittoria nella gara più importante dell’anno. Il Power Gain introdotto lo scorso anno potrebbe giovare agli altri, con la velocità sul dritto delle rosse che potrebbe essere castrata.
Articolo scritto daAlessio Garofoli
Foto by SalaStampaRacing /@AlessandroSala
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